venerdì, 22 maggio 2009

BASTARDI

di Luigi Menichilli - ROMA

Arrestato perché sorpreso con tre grammi di hashish in tasca, sottoposto a trattamenti psichiatrici, curato con psicofarmaci e alla fine assolto dal tribunale dei minori di Roma. Una disavventura giudiziaria durata otto mesi durante i quali a Simone, 17 anni, romano, accusato di detenzione, spaccio e violenza a pubblico ufficiale, è sembrato di vivere un incubo. La sua unica colpa sono stati quei 3 grammi di fumo, insieme alla reazione avuta al momento del fermo, quando non ha capito che le persone che lo avevano bloccato in strada erano carabinieri in borghese.
La sua storia ha dell'incredibile, e inizia l'8 ottobre dell'anno scorso. Simone si trova nella periferia romana quando viene fermato dai carabinieri che, perquisendolo, gli trovano addosso i 3 grammi di «fumo». Preso alle spalle il ragazzo reagisce cercando di divincolarsi, guadagnandosi così l'accusa di violenza a pubblico ufficiale. «In caserma - spiega l'associazione tana liberi tutti, che assiste Simone - viene sottoposto a pressioni fisiche e psicologiche e finisce per ammettere tutte le accuse pur di porre fine all'interrogatorio e tornare a casa». Di storie così nel nostro paese, a causa la legge Fini-Giovanardi, ne capitano tante, ma è a questo punto che la vicenda del giovane romano diventa un calvario. Invece di essere rilasciato, Simone viene trattenuto all'interno di un Cpa (Centro di prima accoglienza) di Roma per vari giorni, in attesa di comparire davanti al Gip per l'udienza. A impedire il suo rilascio non sono i presunti reati commessi, ma la sua condizione sociale e familiare. Simone è orfano di madre e il padre ha problemi legali e psichiatrici. Il giudice non ritiene quindi opportuno far risiedere il ragazzo a casa del genitore, tanto più che nei suoi confronti è già avviato un atto di decadenza della patria potestà. Dopo il Cpa per il giovane romano si aprono le porte del CpiM (Centro di pronto intervento minori) di Torre Spaccata, ma gli assistenti sociali, in accordo con le altre autorità, vedono la sua permanenza nella capitale destabilizzante, per via delle cattive frequentazioni che potrebbero renderlo ancora più «instabile di mente». Viene dunque deciso di spostarlo fuori dalla capitale, ma nessuno si sarebbe immaginato che la scelta cadesse sul Cpm (Custodia preventiva minorenni) di Settingiano, una località a 600 chilometri da Roma in provincia di Catanzaro. In pratica Simone viene sradicato dalla propria realtà e allontanato da tutte le persone a lui care. Per di più nel Cpm viene sottoposto anche a cure psichiatriche a base di psicofarmaci che gli procurano effetti collaterali terribili, facendolo stare male. Mentre è recluso in Calabria il suo avvocato tenta di farlo riavvicinare a casa, ma il tribunale del riesame boccia la proposta di domicilio in una famiglia romana. E' l'ultimo tentativo di tirarlo fuori da li. Dal Cpm Simone uscirà soltanto il 23 marzo per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Durante la sua odissea nessuno si è preoccupato di assicurargli il diritto allo studio (al momento dell'arresto frequentava regolarmente il 4° superiore) e solo la benevolenza del preside del suo istituto alberghiero gli permetterà di non perdere l'anno. In questo periodo le uniche persone sulle quali ha potuto sempre contare sono stati gli amici del Laboratorio sociale tana liberi tutti, che da quel maledetto 8 ottobre si sono mobilitati e hanno lottato per la sua liberazione, senza «prassi terapeutiche obbligate». Ora Simone può lasciarsi alle spalle la triste vicenda che lo ha visto protagonista, e tornare al suo lavoro, al suo stage e ai suoi studi diciassettenne. Felice e di nuovo libero.

SimoAcab | 22/05/2009 12:32 | antiproibizionismo, sociale, repressione
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lunedì, 20 aprile 2009

DA GRANDE VOGLIO FARE IL PASTORE

Droga: Pastore può fare scorta fumo per mesi transumanza

Non va condannato il pastore sorpreso con decine di dosi di hashish e marijuana, se queste costituiscono una ‘scorta’ da utilizzare nel corso dei mesi durante i quali deve curare la transumanza di greggi di pecore.

Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha confermato il non luogo a procedere pronunciato dal gup di Trento nei confronti di un pastore, nella cui macchina, nel corso di un normale controllo, erano stati ritrovati oltre 38 grammi di sostanza stupefacente (hashish e marijuana) da cui potevano essere ricavate 53 dosi medie giornaliere. Il giudice aveva ritenuto che le circostanze in cui la droga fu trovata e le modalità della sua conservazione (in un solo grande involucro, nonché in vasetti con alcuni frammenti, mescolati a tabacco) rendevano credibile l’imputato, che si era giustificato dicendo che si trattava di una scorta per esclusivo uso personale in vista dei mesi da passare in montagna con il gregge.

Contro tale pronuncia si era rivolto alla Suprema Corte il procuratore capo di Trento, ma la sesta sezione penale di ‘Palazzaccio’ ha rigettato il suo ricorso: il gup di Trento ha preso la sua decisione, si legge nella sentenza n.12146, con “motivazione fondata e attenendosi ai principi di diritto” secondo cui “non è sufficiente la sussistenza di un solo parametro”, quale “il superamento quantitativo dei limiti tabellarmente previsti”, affinché la “condotta di detenzione sia penalmente rilevante”. Alla luce di ciò, è stata ritenuta “plausibile la tesi difensiva di precostituzione di scorta per uso personale da parte dell’imputato, abituale assuntore di droghe ‘leggere’ — conclude la Cassazione — al fine di consumo personale nel lungo periodo di permanenza solitaria in campagna e in montagna , ove doveva recarsi per le attività connesse alla transumanza di greggi di pecore”.

ringrazio Zacca per la notizia e l'articolo

SimoAcab | 20/04/2009 10:20 | antiproibizionismo
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giovedì, 26 febbraio 2009

COME ROVINARE UN RAGAZZO

riporto una notizia trovata sul blog di Arguzia che mi ha lasciato senza parole. Esprimo massima solidarietà al ragazzo !

SimoAcab

Articolo preso da qui !

“SOTTO CUSTODIA CAUTELARE DA 4 MESI PER UNA ‘CANNA’
SIMONE: UNA STORIA DI PREGIUDIZIO SOCIALE E REPRESSIONE”.

GLI AMICI DENUNCIANO:DOPO LE ASSURDE MISURE CAUTELARI ORA LO SOTTOPONGONO A PERIZIA PSICHIATRICA. SOLO PERCHE’ FREQUENTA AMBIENTI DI SINISTRA, NON GRADITI AL PADRE E AGLI ASSISTENTI SOCIALI”

GIOVEDI’ 26, ORE 12.00 INCONTRO CON LA STAMPA PRESSO IL LABORATORIO SOCIALE ‘TANA LIBERI TUTTI’ VIA GIORGIO PITACCO 44,ROMA (PRENESTINA - LARGO TELESE)


Simone ha 17anni –(18 a luglio) - studente romano, incensurato, una famiglia difficile alle spalle. Simone dalla fine di ottobre è sottoposto alla misura cautelare del collocamento in comunità - attualmente detenuto presso una comunità per minori in provincia di Catanzaro – per essere stato sorpreso con 3 gr di hashish in tasca: 0,36 mg la sostanza attiva, un nulla anche secondo l’attuale legge Fini.
Accusato di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale – nonostante le perquisizioni in casa del padre e della ragazza non portino a nulla – viene portato prima in un centro di permanenza a Roma e poi addirittura a Catanzaro, lontano dai sui affetti e dai suoi punti di riferimento,senza nemmeno poter andare a scuola.
Il Tribunale dei Minori e il tribunale per la libertà dei minori hanno negato sia la richiesta di scarcerazione che quella di applicare la misura della permanenza in casa presso una famiglia disposta ad accoglierlo, privandolo di ogni contesto familiare.
Così Simone continua ad essere sottoposto a misure cautelari restrittive della libertà personale, che in casi come questi sono assurde, sono un abuso anche dal punto vista legislativo.
Ora Simone sarà sottoposto a perizia psichiatrica con il rischio che possa essere dichiarato incapace di intendere e volere: come conseguenza sarebbe privato, anche al prossimo compimento dei 18 anni, di ogni facoltà di scelta sulla propria vita.
Tutti i particolari sui fatti accaduti saranno resi noti nel corso della conferenza stampa

SimoAcab | 26/02/2009 16:58 | politica, antiproibizionismo, sociale, repressione
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giovedì, 15 gennaio 2009

CASSAZIONE: PIANTE CANNABIS NON MATURE? NON C'E' REATO

(AGI) - Roma, 14 gen. - Non puo' essere condannato chi viene sorpreso a coltivare piantine di marijuana che, pero', non sono ancora giunte a maturazione e non hanno, dunque, prodotto alcun principio attivo di sostanza stupefacente. Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha annullato senza rinvio "perche' il fatto non sussiste" la condanna inflitta ad un 44enne dalla Corte d'appello di Ancona per violazione della normativa sulla droga. L'imputato aveva coltivato piantine di cannabis sativa in un terreno adiacente alla sua abitazione: i giudici del merito lo avevano condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione e a 7 milioni di vecchie lire di multa, ritenendo che non avesse rilevanza l'assenza di principio attivo nelle 23 piantine, non ancora giunte a maturazione, in quanto "e' stato accertato - sottolineava la Corte d'appello - tramite consulenza tossicologica che le piante avevano attecchito sul terreno, se lasciate giungere a maturazione, avrebbero prodotto una notevole quantita' di principio attivo". Contro tale verdetto, l'imputato aveva presentato ricorso a 'Palazzaccio', lamentando carenza di motivazione, poiche' "per giungere a maturazione e a produrre sostanza drogante sono necessari altri fattori favorevoli (terreno, clima, etc.) la cui esistenza non e' stata accertata". La Suprema Corte (sentenza n.1222, quarta sezione penale), ha accolto il ricorso, sulla base anche delle pronunce delle sezioni unite e della Consulta: "in concreto - sottolineano gli 'ermellini' - non e' rilevabile e quindi non e' suscettibile dell'accertamento chiesto al giudice l'effetto stupefacente in una pianta il cui ciclo non si e' completato e che, quindi, non ha prodotto sostanza idonea a costituire oggetto del concreto accertamento della presenza dei principi attivi".

 

SimoAcab | 15/01/2009 16:05 | antiproibizionismo, repressione
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martedì, 12 agosto 2008

E' ANDATA MALE

Sono arrivati i risultati del test del capello .... sono ancora positivo ai cannabinoidi.  (0,17 sul minimo consentito di 0,05)

Ora o non bastano più di 4 mesi per smaltire 14 anni di attività o la mia unica colpa è di frequentare gente che fuma.

Evidentemente fare il bravo e compiere un enormità di sacrifici non serve a nulla. Ho il morale a terra e ora devo aspettare altri 6 fottutissimi mesi per rifare il test. Non so più che dire e che fare ....

che se ne vadano a fare in culo !

SimoAcab

SimoAcab | 12/08/2008 13:35 | liberi pensieri, antiproibizionismo, repressione
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venerdì, 11 luglio 2008

RASTAMAN

Riporto questo articolo preso dal Corriere che mi fa sorridere .... per una volta viva la religione !!!! Mamma posso fare catchismo ?

Simoacab

 

La sentenza «Possono detenere anche molta marijuana, serve alla loro preghiera»

Cassazione assolve il megaspinello rasta

«Possono fumare fino a 10 grammi al giorno». Gasparri: una sentenza fuori dal tempo

ROMA — I seguaci della religione rasta utilizzano «la marijuana non solo come erba medicinale, ma anche come erba medicativa. E, come tale, possibile apportatrice dello stato psicofisico teso alla contemplazione nella preghiera». È il passaggio principale della motivazione della sentenza con cui la sesta sezione penale della Cassazione ha annullato la condanna a un anno e quattro mesi di carcere per illecita detenzione a fini di spaccio inflitta a Giuseppe Guaglione nel dicembre del 2004.

L'uomo, sorpreso dai carabinieri con poco meno di un etto di marijuana (da cui si potevano ricavare 70 spinelli) mentre dormiva in macchina su una piazzola di sosta, si era rivolto alla Suprema Corte sostenendo che i giudici di secondo grado non avevano tenuto conto del fatto che lui, un adepto rasta, fuma l'erba in base ai precetti della sua religione di origine ebraica, che ne consentono l'uso quotidiano anche di 10 grammi al giorno. E gli Ermellini gli hanno dato ragione: una decisione aspramente criticata dal centrodestra e dal Viminale. Nel provvedimento con cui la Corte d'Appello di Firenze è stata incaricata di riesaminare la vicenda, gli Ermellini hanno sottolineato come sia necessario essere comprensivi con i rasta trovati in possesso di quantitativi abbondanti di droga. Essi utilizzano la marijuana — hanno sostenuto al Palazzaccio — «nel ricordo e nella credenza che l'erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone, chiamato "il re saggio", e da esso ne tragga la forza».

Ed è scattata la censura alla Corte d'Appello di Perugia: «Non sembra che i giudici abbiano operato una logica ricostruzione del fatto in relazione al comportamento dell'imputato (fu proprio Guaglione a consegnare spontaneamente ai carabinieri una busta contenente la marijuana non preconfezionata in dosi ma sfusa), precisando subito che il possesso dell'erba era da lui destinato ad uso esclusivamente personale, secondo la pratica suggerita dalla religione rasta di cui si era detto adepto». Secondo la Suprema Corte, dunque, non si doveva decidere solo sulla base del «semplicistico richiamo al dato ponderale della sostanza, trascurando di valutare le circostanze di tempo, luogo e modalità comportamentali dell'imputato». Alla fine di aprile c'era stata la sterzata della Cassazione dopo la linea morbida di altri verdetti: le sezioni unite avevano stabilito che coltivare in casa marijuana è reato. Ora questa nuova sentenza: Isabella Bertolini (Pdl) parla di «strabismo giuridico» degli Ermellini mentre il Dipartimento per le politiche antidroga del ministero dell'Interno osserva che la decisione «stravolge la normativa vigente, che vieta e sanziona penalmente qualsiasi cessione, a qualsiasi titolo, di qualsiasi quantitativo di qualsiasi sostanza stupefacente a terze persone».

Duro anche il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, per il quale «la sentenza è fuori del tempo. Qualcuno fermi i giudici che vivono fuori dalla realtà». E se per il presidente dei deputati della Lega Roberto Cota «la sentenza produce effetti aberranti», Francesco Piobbichi (responsabile Politiche sociali del Prc) sostiene che essa apre «scenari interessanti» e «fa piazza pulita della demagogia di una destra autoritaria». Provocatoriamente il deputato dell'Udc Luca Volontè dice che adesso i rasta potrebbero «essere utilizzati per spacciare» mentre don Andrea Gallo (fondatore della comunità di San Benedetto a Genova) approva la sentenza: «Non si può continuare a demonizzare una sostanza. C'è da rispettare un principio di autodeterminazione e ora la Suprema Corte ha capito che demonizzare una sostanza in quanto tale non è la strada giusta. Si deve colpire l'abuso, non l'uso».

SimoAcab | 11/07/2008 10:55 | politica, antiproibizionismo
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giovedì, 22 maggio 2008

MI HANNO ROVINATO PARTE 3

Volevo aggiornarvi sulla situazione della mia patente. Come vi avevo raccontato nei precedenti articoli (1 e 2) mi hanno dato un anno di sospensione della patente che è il massimo della pena quando ti beccano che stai giudando sotto effetto di abuso di sostanze stupefacenti.

Ho fatto quindi ricorso entro i termini previsti dalla legge (1 mese dalla notifica) chiedendo una riduzione della pena e in più ho chiesto la sospensione dell' atto di ritiro patente per motivi di lavoro. In pratica questa richiesta ti permette di riavere la patente fino al momento del processo, non provoca nessuna riduzione della pena, che sconteresti dopo il processo. Bene io ho presentato la mia richiesta con tanto di lettera del mio datore di lavoro con scritto che la macchina mi serve giornalmente per recarmi dai vari clienti della ditta. Non che la cosa mi cambiava molto : o prima o dopo devo comunque stare senza ma almeno mi permetteva di averla durante l'estate.

Ad inizio settimana è arrivata la risposta : richiesta di sospensione respinta, per cui niente patente fino al 25 Settembre giorno dell'udienza. I motivi del rifiuto ho cercato di capirli ma mi sono tuttora incomprensibili.

Ora non mi resta che sperare che quel cazzo di giorno il giudice (infame quanto gli sbirri) mi accetti almeno il ricorso che mi dimezzerebbe la pena fino a 6 mesi e chi mi permetterebbe di riavere il documento almeno dopo il processo. Non che ci speri molto ma minchia non può sempre andare tutto male no?

E intanto sono due mesi e mezzo che non mi fumo neanche un cannone. Chi mi conosce bene stenta ancora a crederci. Io sto organizzando il mio primo giorno in cui ripotrò fumare ..... si partirà per Amsterdam ... obbiettivo distruzione e chiaramente sarete tutti invitati.

SimoAcab

SimoAcab | 22/05/2008 17:34 | liberi pensieri, antiproibizionismo, sociale, repressione
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giovedì, 24 aprile 2008

25 APRILE e ALTRO

Domani è il 25 Aprile giorno molto importante per me. Inanzitutto è il compleanno del mio fratellone (minchia vecchiarello ne avresti fatti 35 !!) e siccome non si lavora, e di conseguenza nessuna possibilità di scrivere un post, approfitto adesso per fargli gli auguri con mezza lacrimuccia che scende dagli occhi e un sorrisone tutto per lui, quello che nonstante tutto, aveva sempre stampato in faccia. L'ho sempre invidiato per questa data : lui il 25 Aprile, io il 4 Luglio . Lui per la festa dei Partigiani, io per la festa degli americani di merda! Per fortuna non sono cresciuto con le idee basate sul mio giorno di nascita ... anzi ! Auguri Cla

Due parole le spendo volentieri anche per il 25 Aprile come festa nazionale. Forse quest'anno è ancora più importante ricordare e scendere in piazza, proprio quest'anno che ha visto la risalita della destra e la sparizione della sinistra dal parlamento, dove si sta tentando di far perdere d'importanza ad una giornata che è nella storia d'Italia e che dovrà esserlo per sempre. Domani è giusto che tutti si fermino a ricordare e a pensare al coraggio e al valore rappresentato dalle gesta dei nostri padri e dei nostri nonni, tutti devono sapere cosa è significato essere un partigiano. Il rispetto verso di loro deve rimanere inviolato ora e sempre. E se i politici, la stampa e le istituzioni hanno intenzione di far cadere questa ricorrenza sempre più verso l'indifferenza dobbiamo essere noi a tramandare, a ricordare e ad informare le generazioni a venire. Il rispetto per chi ha liberato l'Italia dalla feccia sarà sempre totale e incondizionato da parte mia !

25aprile.jpg picture by SimoAcab

E infine permettetemi di postare un articolo di Tgcom (ma la notizia è riporata un po' su tutti i quotidiani) che pèrla di proibizionismo. Nello scorso settembre era stata emessa una sentenza che faceva ben sperare i consumatori e soprattutto i colitvatori di Cannabis. Un giudice aveva stabilito che la coltivazione ad uso personale di qualche piantina di mariuana non era punibile a livello penale. Una conclusione logica per tanti ma chiaramente non per il nostro stato ultra-clero-proibizionista. Invece ieri questa sentenza è stata ribaltata facendo riemergere tutta l'ignoranza della nostra amata Italia sulla questione, sempre pronta a favorire organizzazioni criminali (che poi è la stessa cosa di dire politiche) che da sempre guadagnano miliardi con lo spaccio e la commercializzazione di ganja e hashish. Sotto l'articolo

Coltivare cannabis sempre illegale

Cassazione boccia il parere del pg

Coltivare la cannabis in casa è sempre un reato: lo ha sentenziato la Cassazione. I supremi giudici hanno quindi risolto il delicato contrasto di giurisprudenza sostenendo che qualunque coltivazione di cannabis anche quella che non è imprenditoriale, è reato. Bocciato il procuratore generale che aveva portato avanti la tesi che le piantine coltivate sul balcone di casa potessero essere considerate ad "uso personale".

Con questa decisione, presa dalle sezioni unite della Suprema Corte presieduta dal Primo presidente Vincenzo Carbone, i giudice del 'Palazzaccio' sposano la linea proibizionista e più intransigente nella repressione della coltivazione di piccoli quantitativi di marijuana, in contrasto con decisioni precedenti - prese dalle sezioni semplici della stessa Cassazione - che avevano depenalizzato il comportamento di chi coltiva qualche piantina. Poco prima, nella sua requisitoria, il rappresentante della Procura della suprema corte, Vitaliano Esposito, aveva invece chiesto di non considerare penalmente perseguibile la coltivazione domestica. Ma il suo parere non è stato ascoltato.

La Cassazione va dunque contro a diverse sentenze già emesse che avevano invece escluso la rilevanza penale delle coltivazioni domestiche di cannabis. Con la sentenza 40362 dello scorso anno per esempio era stato assolto un uomo che aveva coltivato qualche piantina a scopo puramente ornamentale. Il brusco dietro front della Suprema corte è arrivato a gennaio di quest'anno: con la sentenza n. 871 la IV sezione penale aveva infatti stabilito che per essere punito bastava coltivare una sola piantina di cannabis. Oggi la conferma da parte del Collegio esteso.

Auguri a tutti un ottimo weekend lungo

SimoAcab

SimoAcab | 24/04/2008 17:19 | politica, eventi, liberi pensieri, antiproibizionismo, tradizioni, sociale
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martedì, 01 aprile 2008

MI HANNO ROVINATO PARTE 2

Quando ho pensato di aver subito la peggio infamata non mi ero reso ancora conto che, avendo a che fare con degli sbirri, poteva andare ancora peggio. Stavo aspettando la notifica da parte della questura del ritiro della patente e mi aspettavo una sospensione minima visto che era la prima volta e visto che, lo ripeto ancora, nel momento del controllo era vermente lucidissimo. Mi avevano parlato di 1 mese (gli sbirri che me l'hanno tolta) anche se qualcuno mi aveva avvertito della possibilità che fosse un po' più lunga la questione.

Ieri dopo tre settimane di telefonate (mi avevano detto che me la notificavano in circa 1 settimana) finalmente mi hanno comunicato i tempi di sospensione : 1 anno.

365 giorni senza patente per non aver commesso nulla e per aver guidato in completo stato di lucidità. Se mi baccavano completamente ubriaco era meglio pechè per lo stato italiano guidare dopo 12 cuba libre è meno pericoloso che guidare dopo aver fumato un cannone.

Ora un po' di notizie per tutti visto che le leggi su questo campo cambiano spesso soprattutto per le continue stragi accadute ultimamente, sono molto confusionarie e anche in rete non ho trovato molto aiuto riguardo pene e tipi di controlli da effettuare :

- Per questo genere di sospensione di patente cioè per aver guidato in stato di alterazione fisica e psichica da sostanze stupefacenti attualmente la pena minima è di 6 mesi e la massima è di 1 anno. Quindi al sottoscritto hanno dato il massimo della sospensione e non si è ancora capito bene il motivo.

- Entro 60 giorni dalla notifica bisogna presentarsi alla commissione medica locale per essere sottoposto a visita di accertamento dei requisiti psicofisici per la guida di veicoli (dovrebbe essere test del capello ma non è specificato). Anche in questo caso non è ancora chiaro se quando mi presento mi fanno immediatamente il test o se serve per prendere un appuntamento (anche perchè sarebbe assurdo fare il test dopo 2 mesi per riavere la patente dopo 1 anno ...)

- Entro 30 giorni dalla notifica si ha la possibilità di fare ricorso al Giudice di Pace cosa che io farò anche se ormai non riesco proprio a pensare in positivo.

- Per quanto riguarda la multa verrà notificata dal giudice di pace alla fine del processo

Inoltre sto aspettando anche delle notizie da un amico con conoscenze nelle commissioni mediche per sapere un po' più nel dettaglio i tempi per cui uno deve astenersi dal fumare per non risultare più positivo al test del capello.

Non mancherò di aggiornare il blog appena so qualcosa di più preciso per ognuno di questi punti.

Questo è tutto, intanto sono tre settimane che non tocco una canna, e praticamente sto diventando un alcolizzato. Evito la solita serie di insulti verso quegli schifosi infami che si divertono tanto a rompere i coglioni alla gente, fatelo voi al posto mio che io ormai non ho neanche più voglia di dedicargli un offesa.

SimoAcab

 

SimoAcab | 01/04/2008 15:40 | milano, liberi pensieri, antiproibizionismo, sociale, repressione
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martedì, 11 marzo 2008

MI HANNO ROVINATO

Sabato notte intorno all' una sono stato fermato in autostrada da una volante della stradale che mi ha fatto accostare in un area di servizio: dopo il primo controllo di patente e libretto fanno scendere me e l'amico Cranpo dalla macchina. Ci fanno svuotare le tasche e controllano anche dentro il mio portafogli trovando un pacchetto di cartine smoking. Mi chiedono se fumo e io dico di si, una cannetta ogni tanto quando sono in relax !

Dopo qualche controllo vengono da me e mi chiedono se nella serata avevo bevuto. Io rispondo di no e alla loro richiesta accetto di fare il test dell' alcool che risulta negativo (il primo sabato sera da almeno una decina d'anni in cui non bevo incredibile !!!!) mentre il secondo infame mi guarda in macchina.

Bene addosso non mi hanno trovato niente (tutto fuori dal finestrino prima dell' autogrill !), ho passato il test dell' alcool e in più non avevo fatto nessuna infrazione a livello di codice della strada. Tutto a posto quindi? col cazzo !

Mi chiedono se durante la serata avevo fumato e io rispondo di no che l'ultima me l'ero fatta nel pomeriggio quando mi sono alzato davanti alla tv. Allora mi chiedono se sono disposto a fare il test sugli stupefacendi ricordandomi che un mio rifiuto provocherebbe il ritiro immediato della patente. Io dico che non c'è problema, che sono lucido pensando che le merde volessero solo farmi spaventare. Invece mi fanno salire sulla volante e mi portano in ospedale facendomi lasciare macchina e amico in autogrill dicendo che saremmo tornati dopo una mezzora circa. Mi fanno pisciare in un bicchierino e dopo un bel po' arrivano i dottori con i risultati scontatissimi . Positivo ai cannabinoidi.

Mi hanno ritirato la patente togliendomi 10 punti, multa di 500 euro circa che mi deve essere notificata dalla prefettura tra più o meno una settimana insieme alla durata del ritiro della patente. In più per riavere il documento dovrò passare i soliti test del cazzo del capello o delle urine (dipende dalla prefettura)e forse anche qualche colloquio al Sert e cioè significa smetterla di farmi i miei amati cannoni.

Quelle due merde che mi hanno fermato, anzi una merda e una grandissima puttana, non avevano nessuna intenzione di prevenire incidenti o gravi problemi come questo, avevano voglia solo di trovare un modo per fregarmi la patente. Sono stati in ballo per più di un ora in un ospedale per uno che non era risultato ne ubiraco ne in possesso di chissà che cosa. Uno completamente lucido e decidsamente non pericoloso per nessuno. La polizia italiana e il nostro bello stato è così che vogliono fermare le stragi del sabato sera. Poi fa niente se quando sono tornato a casa ho letto sul televideo che il week end sulle strade era stato il solito massacro di giovani ... probabilmente è anche colpa mia e della gente come me che a trent' anni si fa ancora le canne (parole loro ...).

Sono tre giorni che non dormo dal nervoso mi piacerebbe avere un modo per rovinare la vita a quei due servi del cazzo allo stesso modo come loro lo hanno fatto a me e a chissà quanti altri. Ho riportato la storia con la speranza che sia d'aiuto a qualcuno. Ormai si può stare tranquilli solo a casa nostra (e neanche troppo....) cercate di evitare di avere addosso qualsiasi cosa quando siete in macchina !

SimoAcab in completa disperazione.

SimoAcab | 11/03/2008 17:23 | milano, liberi pensieri, antiproibizionismo, sociale, repressione
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