lunedì, 27 aprile 2009
25 APRILE: ONORINA BRAMBILLA PESCE
Davanti a certe persone e sentendo certi racconti non si può far altro che stare in silenzio e ascoltare. Massimo rispetto per lei e per chi ha combattuto per noi in quegli anni. Non ci scorderemo mai di quello che avete fatto.
SimoAcab
mercoledì, 28 gennaio 2009
Ma che cosa è cambiato ?!?!?! ma che cosa c'è di diverso ?!?!?!?
Odio allora e odio anche adesso.

giovedì, 20 settembre 2007

venerdì, 20 luglio 2007
20 - 07 - 2001
COMPLICE CHI DIMENTICA
lunedì, 07 agosto 2006
Inizio la settimana col ricordare Hiroshima, (ieri 61esimo anniversario) il dolore della sua gente e la crudeltà di quello stato a stelle e strisce che purtroppo riesce a fare catastrofi del genere senza mai pagare.
SimoAcab
L'articolo sotto è del Corriere della sera
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HIROSHIMA - Il 6 agosto 1945 il B-29 americano Enola Gay sganciò la prima bomba atomica della storia sulla città giapponese di Hiroshima. L'esplosione si verifica a circa 600 metri dal suolo, con uno scoppio equivalente a 13 kilotoni di tritolo, e uccide sul colpo tra le 70mila e le 80mila persone mentre stime successive parlano di un numero complessivo di vittime tra le 100 e 200mila, in maggioranza civili. Tre giorni dopo l'esplosione di «Little Boy», la seconda bomba atomica «Fat Man» viene sganciata su Nagasaki segnando la conclusione della Seconda Guerra Mondiale.

lunedì, 31 luglio 2006
Torno da una settimana di vacanze in Corsica e noto che è il 31 Luglio giorno e anniversario della morte del lupo Liboni : a lui il mio ricordo.
Il 31 Luglio 2004 viene ucciso a Roma Luciano Liboni conosciuto da tutti come il lupo solitario. Il mio vuole essere un post per il rispetto per un uomo con la U maiuscola, che ha deciso dopo una vita di sofferenze e dolori di farsi giustizia da solo.
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Qualunque persona di anima ribelle non può essere rimasta indifferente alla sua storia esattamente come qualunque persona perbenista del cazzo non può essere affascinata da questa vicenda.
Io lo ricordo a mio modo senza giudicarlo , senza raccontare la sua difficile vita e sopratutto con il rispetto verso una persona che ha deciso di farla finita a testa alta.
CIAO LUPO
SimoAcab
giovedì, 20 luglio 2006
CARLO GIULIANI NON GIUDICATELO !
Oggi è l'anniversario della morte di Carlo Giuliani . E' stato detto tutto da tutti su di lui e io non voglio continuare questo teatrino . Il mio è un invito a non giudicarlo , che gli vuole bene lo ricorda a modo suo tutti gli altri sono solo degli ipocriti rompicazzo.
In questo squallore di professori psicologi fanno la loro porca figura quelle facce di merda di giornalisti sempre pronti a sparare sentenze e a raccontare su giornali di caratura nazionale fatti privati e spesso non veri .
L'ultima chicca a riguardo sono le intercettazioni pubblicate da "Il Giornale" nell' edizione di oggi..... riporto l'articolo con la sola speranza di capire chi è l'autore di questo infame scritto .
SimoAcab

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Guai con la legge e liti col padre nelle telefonate di Carlo Giuliani
da Genova
Nel processo sul G8 sono finiti atti di un altro procedimento penale (archiviato) nei confronti di Carlo Giuliani. Il nome del giovane no global ucciso il 20 luglio 2001 a Genova era in un'indagine della Guardia di Finanza del 2000 per traffico di stupefacenti.
Sono intercettazioni da cui emerge uno spaccato della vita di Carlo Giuliani, le sue difficoltà esistenziali, i problemi con le forze dell'ordine, le incomprensioni familiari. Soprattutto la ricerca di comunicazione e giustizia in un mondo che sembrava andar stretto alla prima vittima italiana dei Movimenti.
C'è la madre di Carlo, Heidi, spesso addolorata per le disavventure del figlio, sempre pronta a riaccoglierlo a casa sperando di «riordinare» la sua vita. C'è il difficile rapporto tra Carlo e il padre Giuliano. Svariate volte è la mamma che fa da intermediaria per informare l'ex marito dei piccoli guai in cui incorre il ragazzo. Entrambi i genitori si mostrano preoccupati per la tendenza allo «sballo» di Carlo. Ma il padre si dimostra talvolta piuttosto insofferente, anche verso la «coscienza sociale» del figlio, ai suoi occhi colpevole di cacciarsi sempre nei pasticci.
La sera del 2 febbraio 2000 Heidi telefona al marito. Gli riferisce del racconto lacunoso che Carlo le ha fatto di una sua «visita» ai carabinieri. Dice la mamma: «O aveva bevuto o fatto in una maniera spaventosa, due occhi che non ti dico, come ai bei tempi». Il padre è amareggiato: «Io non so più a cosa pensare» esclama. «Questo ci porta o alla pazzia o alla tomba, non lo so...».
La mamma se la prende, stavolta, con l'ex marito: «È inutile, sai, credo sia negativo fare, insomma, un atteggiamento così, credo l'unica cosa di cui lui abbia bisogno è invece della nostra serenità e della nostra forza. Poi sai, che tu mi dica così quando tutte le volte che ti dicevo “eh, non è tornato” eccetera, mi dicevi “e basta, non rompere”, non me lo dire più, è il colmo».
A dicembre del '99 Carlo discute col padre dopo averlo informato di esser stato fermato dai carabinieri che gli hanno sequestrato un coltello. Giuliano teme che stesse combinando qualcosa,Carlo nega sdegnato. «Carlo - dice il padre - a me non mi fermano quando passo per strada». Carlo: «Voi siete signori di 50 o 60 anni, a un ragazzo succede che lo fermano per strada». Padre: «Evidentemente qualcosa facevi». Carlo: «Ora devo pagare una multa di 150mila lire». Padre: «Mi preoccupa più che ti fermano, cioè una perquisizione perché stavi combinando qualcosa». Carlo: «A me succede ogni tre giorni che mi fermano, ti fermano perché è un regime del cazzo, funziona così». Padre: «Stupidaggini,adesso, il regime... piantala di dire cazzate». Carlo: «Uno stato di polizia funziona così». Padre: «Piantala di dire queste cazzate incredibili (...). Io sono libero di girare per tutte le strade del mondo». Carlo: «Tu! Tu! Ma un ragazzo di 20 anni che niente niente non è tutto perfettino...». Il padre rilancia: «Guarda che questa cosa non me la dai a bere».
Carlo gli spiega che lo hanno fermato per caso due carabinieri che perquisivano un marocchino. Il papà ipotizza: «Gli hai detto “bastardi,che fermate un marocchino?”...». Carlo: «No, non gli ho detto niente». La situazione è pesante in casa Giuliani. Il papà, esasperato, non sa più cosa augurarsi per liberarsi «una volta per tutte» dai problemi provocati da quel figlio inquieto. «Speriamo di far presto un bel funerale». Solo una battuta infelice, che però manda su tutte le furie la mamma.








