mercoledì, 27 febbraio 2008

PROIETTILI DEVIATI

vignetta_acab.gif picture by SimoAcab 

ringrazio Jacopo StraFatt per la vignetta !!!!

SimoAcab | 27/02/2008 17:52 | repressione, carlo giuliani, federico aldrovandi, gabriele sandri
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mercoledì, 13 febbraio 2008

E' MORTO DA SOLO ....

Torno a parlare di Federico Aldrovandi e del nuovo video spuntato fuori durante il processo. Il link per vederlo è il seguente :

http://www.kataweb.it/articolo/2902373

dove ho trovato anche l'articolo e le foto che riporto sotto.

SimoAcab

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Federico, ecco il video della Scientifica
Il cadavere e i dubbi di quella mattina

di Massimo Russo

ROMA - Il corpo di Federico Aldrovandi è per terra, la maglietta rialzata sul torace, il viso tumefatto, insanguinato e coperto di ecchimosi. Le mani sono graffiate, dietro la testa macchie di sangue. E ancora schizzi poco distante, sull'asfalto, e sulla portiera destra di una volante del 113. L'auto è ammaccata: ci sono tracce di urti sul cofano poco sotto il parabrezza, sulla fiancata posteriore destra, e dietro, sul baule.

Si vede tutto questo in un filmato di dodici minuti girato dalla Scientifica il 25 settembre del 2005 a Ferrara, in via dell'Ippodromo. E' la mattina in cui Federico, 18 anni, studente incensurato, morì durante un fermo di polizia. Le immagini, delle quali pubblichiamo un estratto di quattro minuti senza audio, sono state acquisite nel processo che vede imputati per omicidio colposo quattro agenti intervenuti quella mattina.

Nel video la luce del sole è ancora bassa, sul posto alcuni poliziotti: si sente una risata, una telefonata in cui si chiede di chiamare un funzionario, frasi in cui si parla di un portafoglio. Dialoghi che dovranno essere filtrati con attenzione per capire se possano offrire elementi nuovi per le indagini. Nei fotogrammi originali c'è anche un taglio, non è dato sapere se casuale o inserito per eliminare alcune immagini o suoni catturati dal microfono della videocamera. Più avanti si avvertono anche singhiozzi e parole smozzicate: "Sono un genitore anch'io".

A una cinquantina di metri di distanza un'altra macchia cerchiata con il gesso sull'asfalto. A sinistra, su una panchina in un giardinetto, un cellulare, probabilmente quello di Federico. "Lo abbiamo chiamato molte volte quella mattina", ricorda al telefono la mamma, Patrizia Moretti. "Era lì per terra, e non lo avremmo saputo per cinque ore. Ci hanno avvisato solo alle 10:45, dicendoci che era morto per un malore. Che nessuno lo aveva toccato". E invece in una telefonata, anch'essa acquisita agli atti, gli investigatori tra loro parlano subito di una colluttazione.

Nella vicenda di Federico i tempi sono un elemento chiave. E' in corso un'inchiesta parallela della magistratura per chiarire eventuali manomissioni al registro in cui vennero annotati gli orari degli interventi delle volanti, sul quale sono state rinvenute cancellature. Aldro, come veniva chiamato dagli amici, muore qualche minuto dopo le sei. Il medico legale lo vedrà solo tre ore dopo, in una situazione in cui diversi particolari sembrano essere differenti da quelli di questo filmato. In cui mancano anche i due manganelli rotti durante lo scontro tra il giovane e i poliziotti. Spunteranno in questura nel pomeriggio.

Gli interrogativi da sciogliere sono ancora molti. Alcuni saranno posti ai protagonisti della vicenda già oggi, durante una nuova udienza del processo. Lunedì sera, intanto, Patrizia Moretti è intervenuta di nuovo a "Chi l'ha visto" su Rai Tre.

"Non gli hanno messo nemmeno un lenzuolo addosso, era lì abbandonato", ha commentato con la voce rotta. "Come facevano a ridere davanti a un ragazzo morto?".

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SimoAcab | 13/02/2008 15:16 | repressione, federico aldrovandi
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giovedì, 07 febbraio 2008

UNO SQUILLO NELL’ALBA DI FEDERICO

 “Ho rivisto questa civile città dove si va in bicicletta senza fretta, dove non vi è traccia di immondizia per le strade, dove il verde dei giardini (quello dei Finzi Contini nel romanzo di G. Bassani e nel successivo film di Vittorio De Sica) elegantemente caratterizza quest’angolo d’Italia fiero delle sue tradizioni e della sua nobiltà storica. Ho rivisto il castello degli Estensi e, di fronte ad esso, la statua ammonitrice di Savonarola che a Ferrara nacque e che “dei vizi e dei tiranni flagellatore”, fu impiccato e arso al rogo a Firenze. Ho visto una foto di Federico lasciata lì, dove morì quella mattina, mentre il suo cellulare squillava. C’è anche una lettera accanto e, in una bottiglia di birra vuota, un mazzo di fiori freschi. Mi sono guardato in giro e la pace di quel luogo, qualcosa di troppo simile all’indifferenza, mi è sembrata di colpo insopportabile. Quel telefonino! Continua a suonare e nessuno che risponda… Una madre che cerca il figlio in un’alba di settembre, in una città dove madri e figli non sono ancora nemici o estranei l’uno all’altra. Suona e suona quel cellulare. E nessuno risponde. Quel trillo, che assomiglia  a un motivo rock, non mi abbandona. Non so perchè, ma comincio a scalciare, a dare calci a vuoto, come faceva, quella mattina, Federico. Per fortuna, in quel momento, non passa alcuna volante della polizia, e posso tornarmene, indenne, alla stazione di Ferrara.”

 

tratto da un articolo del Corriere di domenica scorsa

SimoAcab | 07/02/2008 12:39 | repressione, federico aldrovandi
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lunedì, 03 dicembre 2007

SECONDA UDIENZA PER FEDERICO

Giovedi si è svolta la seconda udienza contro gli infami che hanno ucciso Federico e che invece di essere da mesi in galera a patire la loro condanna di assasini se la vivono liberamente e allegramente nel nostro bel paese. 

Oggi visitina al blog di Federico in cerca di racconti sull' udienza, per sapere come era andata visto che erano previste testimonianze importanti. Ho trovato una lettera dei genitori che come al solito vale più di 1000 altre parole.

SimoAcab

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li capisco

 

All’ipocrisia non c’è limite. Dopo le dichiarazioni ipocrite fatte alla prima udienza dagli imputati di condivisione del nostro dolore (quando tra l’altro qualcuno di loro mi aveva querelata), dopo le promesse dei loro difensori di non buttare fango sulla memoria di mio figlio, ecco il puntuale linciaggio che all’udienza è stato compiuto della memoria di Federico da parte loro.

Ma li capisco, perché: 

dopo la testimonianza rese di fronte al gip da Anne Marie

dopo la testimonianza resa da alcuni residenti al Pm dott. Proto

dopo le risultanze scientifiche obiettive dei periti nominati dal giudice che hanno stabilito non solo che la quantità di droga assunta da Federico quella notte era pressochè nulla, ma anche che essa non ha avuto alcuna influenza sulla sua morte, che è arrivata, non lo si dimentichi, mentre veniva percosso violentemente a calci e a manganellate mentre chiedeva aiuto perchè non riusciva a respirare, così come descritto nel capo di imputazione 

dopo che alcuni colleghi dei 4 imputati sono finiti a loro volta indagati, ivi compreso colui che aveva partecipato a tutte le indagini a fianco della dott.ssa Guerra per falso e abuso in atti d’ufficio 

dopo che un alto funzionario della Digos ha testimoniato le evidenti anomalie riguardanti anche, tra l’altro, i manganelli che erano scomparsi dalla scena del delitto e poi ricomparsi successivamente, ed ha rivelato di essere stato minacciato dalla stessa persona che ha importunato alcuni testimoni durante il processo

dopo tutto questo l’unica cosa che rimane a questi soggetti è quella di fare sempre le stesse domande, 50 volte, sullo stesso singolo episodio, per far sì che chi vi abbocca (e sono tanti) abbia la suggestione che si sia trattato di 50 episodi e non di uno.

Per queste persone è facile accusare un morto, perchè questo non si può difendere.

Un morto che però non ha mai spacciato droga a minori, nè a nessun altro, ma che viene trattato peggio per il solo fatto di essere stato ucciso da dei poliziotti e di non avere dei genitori importanti.

NOI VOGLIAMO SOLO GIUSTIZIA

http://it.youtube.com/watch?v=m3Cnvmn1Cas

da Spal - Giulianova del 21/11/07 Giustizia!

SimoAcab | 03/12/2007 13:07 | repressione, federico aldrovandi
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lunedì, 22 ottobre 2007

INIZIATO PROCESSO PER IL CASO DI FEDERICO ALDROVANDI

"Comprendiamo e condividiamo il loro dolore per la morte del figlio, nel contempo riaffermiamo con serena fermezza la convinzione della piena correttezza del comportamento da noi tenuto quella tragica mattina. Siamo certi che il dibattimento che oggi si è aperto saprà dimostrarlo, fugando tutte le ombre che sono state sollevate nei nostri confronti in questi due anni di calvario giudiziario

FORLANI PAOLO (1961)

PONTANI ENZO (1965)

POLLASTRI LUCA (1970)

SEGATTO MONICA (1964)

federico-aldrovandithumbnail.jpg picture by SimoAcab 

Venerdi è iniziato il processo per il caso Federico Aldrovandi. Quelle riportate sopra sono le parole con cui questi 4 infami schifosi si sono espressi in tribunale ai genitori di Federico. E quelli sotto sono i loro fottuti nomi che andrebbero riportati nelle prime pagine di tutti i giornali di fianco alla parola ASSASSINI. Mentre in aula erano presenti numerosi esponenti dei sindacati di polizia, quelli che hanno il coraggio di prendere le loro parti così come fatto con Placanica e con tanti altri. Una dichiarazione spontenea letta da uno dei quattro a nome di tutti che sprizza ipocrisia in qualunque modo ho provato a leggerla. Una dichiarazione scritta da chi probabilmente non hai mai provato nessun tipo di rimorso per un episodio tanto brutale quanto inspiegabile. Hanno commesso un omicidio e c'è chi li difende senza vergogna. Dicono di comprendere il dolore della famiglia ma probabilmente non capiscono che quello che rende il dolore insopportabile è il sapere di essere presi per il culo. Una dichiarazione tanto "spontanea e sentita" che arriva dopo due anni dall' omicidio, periodo in cui questi quattro esseri non si sono mai degnati di porgere scuse e spiegazioni alla famiglia Aldrovandi. Anzi due anni in cui sono stati smascherati tanti tentativi di smantellamento delle prove, in cui la polizia ha tentato di difendere i suoi nel solito modo : inventare prove a proprio favore e zittire testimoni chiave. Per fortuna però l'amore della famiglia e della gente vicino a Federico ha fatto in modo che quest' ennesima vergogna sia finalmente valutata da un giudice in un aula di tribunale. A loro va tutto il mio sostegno e tutto il mio rispetto per quello che stanno facendo.

SimoAcab

SimoAcab | 22/10/2007 10:54 | sociale, repressione, federico aldrovandi
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giovedì, 20 settembre 2007

SERATA PER FEDERICO

 

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SimoAcab | 20/09/2007 09:40 | musica, repressione, commemorazioni, federico aldrovandi
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venerdì, 03 agosto 2007

IL CASO DI FEDERICO IN TV

Nell' ultimo mese il caso di Federico è stato trattato e discusso in diverse trasmissioni. Io personalmente ho visto solo il servizio di Chi la Visto ma mi erano arrivate voci che in altri casi il caso era stato trattato con ignoranza e infamia. Giornalisti e sbirri a braccetto che non provano neanche vergogna nell' umiliare dei genitori che grazie alle loro schifo di istituzioni hanno perso un figlio. L'importante è giudicare e puntare il dito contro chi è debole proliferando nell' attività di cui sono famosi : il leccaggio di culo. A voi , fottute merde , va tutto il mio disprezzo.

SimoAcab

sotto riporto l'articolo postato nel blog di Federico riguardo all' argomento .

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Venerdì, 27 Luglio 2007

27 luglio - cominciamo male

 

Certo che è difficile in dieci minuti spiegare in televisione “una morte” e quello che ne è seguito in 22 mesi e 2 giorni.Ma quando si sentono persone importanti (solo nei ruoli), ma piccole nell’anima e nel cuore, parlare senza conoscere, per sentito dire o per altro…, questo toglie il respiro, uccide, come quel 25 settembre 2005.

Come si fa a rimanere ancorati, dopo tutto quello che è emerso, grazie al difficile lavoro degli inquirenti (avvocati, magistrati e agenti e periti)  all’idea iniziale che Federico era un drogato, ora addirittura additato per eroinomane dal fantasioso Giovanardi, quando dopo ben tre perizie si è chiarito definitivamente che Federico non era un tossicodipendente (come invece dicono l’ex ministro e le sue ex fonti) .

Ma anche se lo fosse stato cosa cambierebbe ?Giustificherebbero forse quelle immagini terribili del suo corpo martoriato e senza vita ? 

Caro Federico, nell’uscire da quello studio, la rabbia era tanta. Avrei voluto piangere, urlare e rivolgermi a qualcuno che mi ascoltasse in quel momento per chiedergli: “Perché tutto questo ancora ?” “perché riscontrare nelle persone (non in tutte) ancora questa ottusità: a non voler vedere, a non voler sentire”. 

In quel momento è uscito il sig. Giovanardi e tu Federico mi hai accompagnato verso di lui e tutta la mia rabbia stranamente è scomparsa tanto che la considerazione, semplice, semplice che gli ho esposto è stata: “sono deluso sig. Ministro (anche se ora non lo è più), io difendo le istituzioni e lei addirittura si permette di dare dell’eroinomane a un ragazzino che non può più difendersi. Prima di parlare si informi. Lei è rimasto alla prima versione delle persone che componevano quella questura”.

La sua risposta (continuando a ribadire quanto aveva affermato in trasmissione): “io non ho fatto altro che riportare quanto affermato dalla Questura e non posso pensare diversamente”.  

(Ma sono passati quasi due anni! E le indagini hanno evidenziato le responsabilità tanto che quei quattro individui vestiti da poliziotti sono sotto processo. E sarà un giudice a decidere.) 

Caro Federico, in quel momento mi sono chiesto dove mi trovassi, ma tu mi hai ancora aiutato e alla tua maniera mi hai abbracciato, tenendomi stretto alla tua Anima. 

Quanti saccenti, caro Federico abbiamo conosciuto finora e quanti ne incontreremo ancora, ma quello che mi hai insegnato non lo dimenticherò mai e cioè che qualunque cosa accada non ci si deve mai arrendere. E’ nei momenti tristi che bisogna trovare la forza per emergere e onorare la nostra piccola esistenza. E così continuerò. Grazie mio ragazzino. 

Chiedere conto di quello che è successo quella maledetta e vigliacca mattina non vuol dire fare un processo di piazza, ma ritenere che risposte chiare ed inequivocabili sono un diritto del cittadino. 

In quella trasmissione qualcuno che aveva l’obbligo di informarsi non lo ha fatto e anzi… ha preferito lasciare spazio alle illazioni offendendo le stesse istituzioni che dal marzo 2006 hanno ricostruito minuziosamente e con professionalità quell’indagine che prima non partiva. Per fortuna non tutti sono così, Arianna è stata magnifica, e così anche tutte le persone della redazione con cui abbiamo parlato. 

E’ a queste persone che ora va la mia stretta di mano, la mia solidarietà e la mia fiducia. Perdonaci Federico del male che continuiamo a farti. Fino in fondo. Lino

SimoAcab | 03/08/2007 11:08 | repressione, federico aldrovandi
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giovedì, 21 giugno 2007

ORA IL PROCESSO

Eravamo rimasti che finalmente si era aperta un inchiesta , che finalmente si poteva svolgere un regolare processo. Il 19 Giugno 2007 finalmente ha avuto inizio l'udienza preliminare. Cosa ha provocato preferisco raccontarlo attraverso le parole che si leggono nel suo blog.

SimoAcab

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Caro Federico,

ora le tue implorazioni di “aiuto” e “basta” le ha ascoltate finalmente anche un giudice (il gup Silvia Migliori) dello Stato Italiano, accogliendo la richiesta di rinvio a giudizio fatta dal pm Nicola Proto.

Quei quattro individui saranno processati il 19 ottobre 2007.

FORLANI PAOLO (1961)

SEGATTO MONICA (1964)

PONTANI ENZO (1965)

POLLASTRI LUCA (1970)

… dovranno rispondere di omicidio colposo per avere cagionato o comunque concorso a cagionare il decesso di Federico omettendo di prestare le prime cure pur in presenza di richiesta espressa da parte di Aldrovandi che in più occasioni aveva invocato “aiuto” chiedendo di interrompere l’azione violenta con la significativa parola “basta”, mantenendolo ormai agonizzante, in posizione prona  ammanettato, così rendendone più difficoltosa la respirazione.

Questa mattina, caro Federico, in quell’aula di Tribunale, io, Patrizia, Stefano e tanti cittadini (in modo virtuale) ti tenevamo per mano.

Una cosa mi ha fatto breccia nel cuore, quando il pm Dott. Nicola Proto, alla fine della sua esposizione  ha concluso con la seguente richiesta: “la Procura chiede con forza il rinvio a giudizio di quei quattro agenti”.

In quel momento mi è parso come di sentire un tuo sospiro.

Quel 19 ottobre 2007 io sarò in quell’aula in attesa di quei quattro.

Le risposte dovranno essere chiare ed inequivocabili per rispetto di una vita e delle stesse forze dell’ordine.

Ora basta.

Sarò lì come tuo papà, come cittadino e anche come poliziotto.

Rispetto per le persone che vestono una divisa con onestà, ma condanna esemplare per chi non lo è.

Sempre.

Fino in fondo

Lino

SimoAcab | 21/06/2007 15:56 | repressione, federico aldrovandi
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mercoledì, 30 maggio 2007

INFAMI E COGLIONI

Ringrazio subito Luca per avermi inoltrato la notizia via mail visto che ingenuamente me la ero persa. Si parla di nuovo di Federico Aldrovandi e della lotta che stanno portando avanti i suoi genitori per far uscire la verità su una vicenda che fin dall' inizio è parsa come una montagna di bugie. Io non mi stancherò mai di evidenziare l'odio verso questo schifo di individui e verso chi ancora riesce a portargli rispetto.

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Ecco l'ultimo dei risultati ottenuti dai suoi genitori :

ATTI FALSIFICATI

Prima del processo abbiamo visionato il fascicolo dell’indagine.

Ci sono le prove dei falsi compiuti quella mattina e nei tempi successivi da chi era deputato all’indagine!

Una nota del Capo della Mobile Pietro Scroccarello, datata 5 febbraio 2007, evidenzia la contraffazione del registro degli interventi "113". Trascrivo alcuni passaggi:

"…Lo scrivente in data odierna…ha avuto accesso, per la prima volta, al registro degli interventi "113", relativi al periodo oggetto d’indagine, fino ad oggi custoditi nella cassaforte dell’U.P.G.S.P."

"…visionando il brogliaccio originale, lo scrivente ha avuto modo di constatare che l’intervento in via Ippodromo era inizialmente riportato nel "Foglio di intervento nr.686", anziché nel "Foglio di intervento nr.688", che è quello che, su richiesta della sezione di Polizia giudiziaria, fu trasmesso in copia conforme il 17 gennaio 2006.

DOVEROSAMENTE si deve rilevare, inoltre, che il foglio d’intervento riginale, annullato con dei segni trasversali a penna, è parzialmente difforme da quello poi trascritto nel "Foglio di intervento nr.688".

IN PARTICOLARE LA DIFFORMITA’ E’ RELATIVA ALL’ORARIO IN CUI E’ STATO DATO L’INTERVENTO"

E non basta. L’addetto della Questura "come da precorsa intesa telefonica" ha inviato all’ufficiale di PG, che collaborava con il primo pm dott.ssa Guerra, soltanto la copia autentica del foglio 688, il falso!

E, come ancora non bastasse, quest’ultimo non ha consegnato nulla all’attuale pm Proto, che quindi ha provveduto a ricostruire il fascicolo.

Ho altre informazioni da darvi. Ora non ho tempo, vado a dire tutto ai giornalisti. A fra poco.

ECCO L'INTEGRAZIONE.

Quei fogli di intervento sono completamente falsi. Oltre ai pasticci e alle correzioni non indicano alcune chiamate che sono invece citate nei verbali.

Oltre alle prove di falso sui fogli di registrazione delle chiamate al 113, che quindi lasciano aperto il dubbio su "quando" ci sia stata la prima chiamata di segnalazione, c'è anche il dubbio su "dove" si siano inizialmente incontrati i poliziotti e Federico. Spiego:

Agli atti del fascicolo risulta un'altra nota del Dott. Scroccarello indirizzata al pm Dott. Proto che nel testo dice: "...si è constatato che presso il locale Gabinetto di Polizia Scientifica sono tuttora conservati in congelatore alcuni reperti di sostanza ematica relativi al giovane ALDROVANDI. I medesimi vengono messi a disposizione della S.V. mediante deposito presso la Medicina Legale di Ferrara"

e nella nota di trasmissione:

"Si trasmettono i reperti organici costituiti da 7 dischi di carta sui quali sono state adsorbite piccole quantità di presumibile sostanza ematica ricavata da 7 macchie di sangue, rinvenute sul manto stradale, nel corso del sopralluogo per il decesso della persona in oggetto indicata"

TUTTO QUESTO EMERGE SOLO IL 12/2/2007!!!

Come mai tutto questo materiale è rimasto in un cassetto? E soprattutto: DOVE, IN QUALI PUNTI PRECISI E' STATO RACCOLTO QUEL SANGUE?? Perchè non è stato consegnato prima con le fotografie precise di dove erano quelle tracce? Sappiamo che ne sono state rinvenute anche ad un centinaio di metri dal luogo dell'omicidio. Perchè nel fascicolo che è arrivato nelle mani del pm Proto non c'era traccia di tutto questo?

Dunque: questi documenti parlano di falsi compiuti in Questura in quei primi tempi. Azioni volte a nascondere i tempi e i luoghi dell'intervento. Queste azioni non sono state compiute dai 4 agenti, ma da altri in Questura.

Abbiamo le prove di gravi omissioni e falsi. Siamo legittimati a pensare che, se questa è stata la loro scelta, molto altro sia stato falsificato o nascosto.

Visto che la documentazione è agli atti di un fascicolo in Procura, mi aspetto che la Procura stessa abbia già aperto un'indagine sull'operato dei rappresentanti delle istituzioni in quel periodo. Vogliamo crederci. Speriamo che sia così, che ci sia chi inchioda le persone alle proprie responsabilità.


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SimoAcab | 30/05/2007 14:36 | sociale, repressione, federico aldrovandi
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giovedì, 29 marzo 2007

VERITA' PER FEDERICO : FINALMENTE UN PROCESSO

Dopo tanti sforzi per non far infangare una verità che è sotto gli occhi di tutti ecco che finalmente si aprirà un processo verso quei 4 infami che hanno massacrato Federico Aldrovandi. Una piccola soddisfazione per la sua famiglia e per le persone a lui care che non hanno mai smesso di lottare. A loro va tutta la mia solidarietà.

SimoAcab

22 marzo - Rinvio a giudizio

Oggi il Pubblico Ministero Dr. Proto ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio!

E' quel che abbiamo sempre chiesto: un normale e giusto processo. Anche se non c'è niente di normale nella tragedia di un ragazzo per bene che muore sotto le percosse violente di quattro poliziotti mentre voleva solo tornarsene a casa sua un sabato sera.

Adesso gli assassini dovranno parlare davanti ad un giudice. Non si sono mai degnati di farlo. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere rinviando la loro dichiarazione alla conoscenza degli atti. Ormai li conoscono gli atti, eppure tacciono. Giudico questo atteggiamento pesantissimo da parte di chi veste una divisa: quella divisa dovrebbe essere garante di trasparenza e legalità. Non è stato così quel 25 settembre per quei quattro individui, e il loro atteggiamento successivo ha dimostrato che non sono degni di rappresentare il nostro stato. La condanna delle istituzioni spetterà al tribunale. La mia condanna e quella di chi ama Federico è già stata emessa.

Voglio adesso ringraziare tutti quelli che hanno sostenuto quest'esigenza di giustizia, e sono, siete, tantissime persone con gli occhi e le orecchie aperte, con il cuore e il cervello attivi.

E so bene quanto hanno investito, e per questo li ammiro e li ringrazio, i nostri avvocati. I primi in particolare: Fabio Anselmo e Riccardo Venturi, che da subito con noi familiari si sono ribellati alla bugia infame che attribuiva a Federico stesso la causa della sua morte. Era il tentativo degli assassini di uccidere due volte... So che questa lotta per la giustizia è costata molto agli avvocati, e temo che costerà ancora. Ma non molleremo.

I nomi e le accuse sono nel post IMPUTATI: http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/federico_aldrovandi/2007/01/imputati.html

Fra poco sapremo la data del processo...

SimoAcab | 29/03/2007 12:42 | sociale, repressione, federico aldrovandi
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