mercoledì, 24 giugno 2009

MA QUANTO VALE LA MIA OPINIONE ?

Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d.L.733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis: /Repressione di attività di apologia o
istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera diventando l'articolo nr. 60. Il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo
e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta".
In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i /providers/ dovranno bloccare il blog.

Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero; il Ministro dell'Interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.

Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali.

Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta!
In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e *tutti i blog* che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata.

Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo dove una /media company/ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Il nome di questa /media company/, guarda caso, è Mediaset

Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un'impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d'interessi.. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo
emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di /normalizzare/ con leggi d repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa!
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania.

Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico.. Fate girare questa notizia il più possibile per cercare di svegliare le
coscienze addormentate degli italiani perché dove non c'è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema dialettico

SimoAcab | 24/06/2009 16:38 | politica, sociale
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martedì, 19 maggio 2009

A ME MI DANNO SUBITO 40 ANNI ....

Chiedo la cortesia di far girare questo appello del Senatore Ignazio Marino, anche se non siete d'accordo per far sì che più persone possibili siano informate e possano liberamente decidere.
Grazie a tutti.

Ti ringrazio e ti invio un comunicato che ho appena ricevuto da un amico
L'attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC), è stato introdotto l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet". Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l'articolo è diventato il nr. 60. Anche se il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere.
In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero. Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?
Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l'unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che vede un'impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d'interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare. Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico. Fate girare questa notizia il più possibile. E' ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E' in gioco davvero la democrazia!!!

SimoAcab | 19/05/2009 18:02 | politica, sociale, repressione
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martedì, 21 aprile 2009

BRUZZANO

Volevo esprimere piena solidarietà agli immigrati che da questa mattina a Bruzzano stanno subendo violenze assurde da parte delle forze dell' ordine. Persone che ora stanno marciando verso Milano chiedendo solo pace e un posto dove dormire. Immigrati scappati da un paese devastato dalle bombe che la nostra buona Italia ha deciso di lanciargli addosso in nome della democrazia.

Il nostro bel comune troppo impegnato a preparare eventi per l'Expo e il salone del mobile ha deciso di risolvere la situazione al solito modo : manganelli e sgomberi.

Bisogna stare vicino a questa gente , Milano non è solo quella che gli rompe i manganelli in testa

Rispetto

SimoAcab

Questo l'articolo del Corriere a riguardo (che evito di commentare per decenza ....)

MILANO - Binari occupati, tafferugli con la polizia, poi la marcia sulla Milano-Meda in direzione della Svizzera. Martedì è stata una giornata di tensione a Bruzzano, dove è esplosa la situazione precaria dei circa 350 rifugiati politici provenienti da vari Paesi africani - 210 eritrei, il resto sudanesi, etiopi e somali, tra cui 28 donne e due bambini - che venerdì scorso avevano occupato il residence abbandonato «Leonardo da Vinci» di via Senigallia. Fin dalla notte di lunedì il residence era presidiato da agenti di polizia in tenuta antisommossa. A quanto riferito dalla polizia doveva essere un semplice controllo con i tecnici del Comune, per dare il via a una trattativa condivisa. Ma non è andata così. Una cinquantina di rifugiati, intorno alle 6 del mattino, sono usciti dal residence per mangiare qualcosa alla mensa della Caritas, almeno così raccontano. «Le forze dell'ordine erano già qui a quell'ora e ci hanno visti uscire - riferiscono - poi quando siamo ritornati ci hanno impedito di rientrare». Secondo le forze dell'ordine, invece, nessuno è uscito dal residence di prima mattina, e quindi quei 50 non fanno parte del gruppo che ha occupato venerdì scorso lo stabile. Il gruppo era accompagnato da una decina di giovani appartenenti a centri sociali della città e ha chiesto di entrare nello stabile, ma la polizia glielo ha impedito. Alcuni delegati del Comune hanno tentato di portare avanti una trattativa, che è fallita perché i rifugiati non avrebbero individuato fra loro un interlocutore.

IL SIT-IN - Gli immigrati si sono allora spostati alla vicina ferrovia e e si sono seduti sui binari, bloccando la circolazione dei treni. Durante il sit-in sui binari i manifestanti hanno sventolato permessi di soggiorno e carte d'identità per dimostrare la loro regolarità, ed esposto lenzuola su cui avevano scritto «We need peace», abbiamo bisogno di pace. L'azione di protesta è stata interrotta dalla polizia che ha portato via di peso gli immigrati. Alcuni, trascinati a terra dagli agenti, hanno avuto bisogno di cure mediche. La protesta degli immigrati ha provocato ritardi di circa mezz'ora ad alcuni treni sulla linea Milano-Asso, secondo quanto reso noto da un portavoce delle Ferrovie Le Nord. Sui binari c'è stata anche un'accesa discussione tra un capotreno e i manifestanti.

GLI SCONTRI - Nel primo pomeriggio gli agenti di polizia hanno compiuto un'azione di contenimento per impedire che i rifugiati rioccupassero i binari delle Ferrovie Nord. Nel tafferuglio sono rimasti feriti due immigrati di origine cingalese, trasportati dal 118 al Multimedica di Sesto San Giovanni, e un poliziotto, portato all’ospedale Niguarda. C'è poi stata un'altra carica: sette i feriti, di cui cinque trasportati in ospedale. Una decina di contusi, per paura, ha rifiutato di farsi portare via in ambulanza. Un immigrato, colpito al sopracciglio da una manganellata, è stato medicato sul posto dai sanitari del 118 perché perdeva molto sangue

LA TRATTATIVA - Una delegazione degli immigrati ha nel frattempo incontrato l'assessore alle Politiche Sociali Mariolina Moioli, che ha offerto una sistemazione provvisoria per le donne e i bambini (una ventina) e per quelli che non sono ancora inseriti nel programma di protezione per i richiedenti aiuto umanitario. «Per gli altri ho proposto l'inserimento nel programma che prevede sei mesi a carico delle istituzioni durante i quali si impara l'italiano e si apprende un mestiere, ma hanno rifiutato l'offerta», ha riferito la Moioli. «Tra loro non ci sono solo richiedenti asilo o aiuto umanitario da poco in Italia, ma anche gente che è qui da cinque anni», ha aggiunto.

LA MARCIA - Saputo degli incidenti e delle intenzioni dell’Amministrazione e sorpresi per il comportamento della polizia, a questo punto tutti gli immigrati rimasti nel residence, circa 200, si sono messi in marcia sulla Milano-Meda verso il centro di Milano, al grido di «Yes, we can», scortati da un crescente numero di blindati di polizia e carabinieri. Gli immigrati si trovano ora su un ponte che sovrasta la statale, circondati e «contenuti» dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa. Sul posto c’è anche il consigliere regionale del Prc Luciano Muhlbauer che parla di un «comportamento irresponsabile e inaccettabile» da parte delle Istituzioni milanesi e sottolinea che «gli immigrati stanno vagando bloccati di tanto in tanto a colpi di manganello dalle forze dell’ordine che non sanno che cosa fare, se non che non devono più rientrare nel residence». Gli immigrati dicevano di voler andare in Svizzera: «L’Italia non riconosce i nostri diritti di rifugiati politici e richiedenti asilo e dunque preferiamo andarcene per spostarci in un Paese civile».

ALL'EX PAOLO PINI - Dopo alcune ore di tensione, la marcia dei rifugiati si è conclusa all'ex Ospdale Psichiatrico Paolo Pini, in via Ippocrate: una delle associazioni presenti nell'area ha aperto loro i cancelli, consentendo al gruppo di stazionare all'interno del cortile. All'interno ci sono i locali gestiti dall'associazione Olinda e una chiesa ortodossa che risulta chiusa. All'esterno stazionano gli agenti della Digos.

DE CORATO: REGIA OCCULTA - Il vicesindaco Riccardo De Corato esprime «piena solidarietà alle forze dell'ordine che in un contesto difficile hanno operato con la consueta professionalità. Una situazione resa ancora più tesa per la presenza dei centri sociali, registi occulti dell'occupazione abusiva, che si sono ritrovati sul posto per seminare zizzania, scatenando incidenti». De Corato ha aggiunto che il Comune ha offerto ospitalità ai presunti rifugiati, ma da loro è arrivato un rifiuto. «Milano di certo non può essere il ricettacolo per tutti coloro che sbarcano in Italia. Né può correre dietro a comitive di manifestanti che girovagano per la città pronti a provocare nuove tensioni. Se qualcuno pensa che qui, dove già si spendono 8 milioni all'anno per dare ospitalità a 300 asilanti, sia il Paese di Bengodi, stiamo freschi», conclude il vicesindaco.

 

SimoAcab | 21/04/2009 18:16 | politica, milano, repressione
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mercoledì, 01 aprile 2009

IL MERDA WALL

Il "Merda Wall" di D'Alia contro Internet

Il senatore D'Alia dell'UDC vuole oscurare la Rete. Ha proposto un emendamento, approvato in Senato, a un disegno di legge di Brunetta che obbligherà i provider a oscurare siti, blog o social media come YouTube e Facebook su richiesta del ministero degli Interni per reati di opinione, ad esempio un filmato o un gruppo che invitano a non osservare una legge considerata ingiusta. Senza nessuna sentenza della magistratura. Questo, oggi, avviene solo in Cina. In una dittatura. I cinesi hanno eretto contro l'informazione di Internet un "Golden Wall", si sono ispirati alla Muraglia Cinese. D'Alia vuole costruire un "Merda Wall", si è ispirato allo psiconano.
Il vero concorrente di Mediaset è YouTube. Mediaset non la comprerei neppure se me la regalassero. La pubblicità sta abbandonando la televisione e l'informazione si fa in Rete. Mettere Internet sotto il controllo del potere esecutivo vuol dire chiuderla di fatto e tappare la bocca ai cittadini liberi.
Marco Pancini di Google ha dichiarato:"No, le leggi ad Aziendam che poi hanno un impatto su tutto l’ecosistema non si possono fare. E bisognerebbe evitare di portare l’Italia a livello dei peggiori paesi del mondo in fatto di reati d’opinione". L'Italia stessa è ormai un Paese ad Aziendam e in quanto a perseguire reati di opinione non siamo secondi a nessuno.
Lo Stato è nostro e noi ce lo riprenderemo. Testo: Dall'intervista di Alessandro Gilioli al sen. D'Alia pubblicata su "L'Espresso" A. Gilioli: Io volevo parlare di questo emendamento: innanzitutto, spieghi lo scopo e l'utilità.

D'Alia: L'emendamento introduce l'articolo 50 bis al pacchetto sicurezza, che consente al ministro dell'interno, su comunicazione dell'autorità giudiziaria che procede per delitti di istigazione a delinquere o apologia di reato, attribuisce al ministero dell'interno il potere di disporre che i fornitori di connettività alla rete internet utilizzino gli strumenti di filtraggio nei confronti di quei siti o social network che contenessero, diciamo, dichiarazioni e quant'altro connesse a queste ipotesi di reato.
Cioè, è una norma che serve a cominciare a intervenire nella regolamentazione di internet e questo nasce sostanzialmente dalle vicende che hanno riguardato Facebook, della comparsa su quel social network di gruppi inneggianti a Riina, Provenzano, alle Brigate Rosse eccetera.
E poiché non vi è alcuno strumento, nell'ordinamento, che consenta un intervento immediato qualora ovviamente si ravvisi un'ipotesi di reato, cioè qualora la magistratura stia indagando, il ministro dell'interno interviene con uno strumento di natura squisitamente cautelare che serve ad evitare che vi sia una moltiplicazione di questi siti o di queste manifestazioni illecite sulla rete.
Ovviamente, tutto questo avviene con la possibilità del ricorso all'autorità giudiziaria da parte degli interessati, e comunque attraverso una procedura di natura contraddittoria anche con i gestori dei siti a cui viene notificata una diffida ad oscurare o cancellare quelle parti che sono in contrasto con le posizioni citate.

A. Gilioli: Però, senatore, mi permetta di interromperla. La contestazione che viene fatta è proprio questa: io ho letto bene il suo emendamento, non si parla di cancellare le parti ma di oscurare il sito. Allora si dice: se c'è un gruppo su facebook che incita a Provenzano piuttosto che altre cose, gli effetti del suo emendamento non sarebbero cancellare quella pagina ma oscurare l'intero sito.

D'Alia: Ma mi scusi: se il gestore del sito non si fa carico di cancellare questi soggetti dal sito, è giusto che il sito venga oscurato. Il ministero diffida il gestore, il gestore poi ha due possibilità: o ottemperare e quindi cancellare dal sito i gruppi oppure non ottemperare. Se non ottempera si rende complice di chi inneggia a Provenzano e Riina quindi è giusto che venga oscurato.

A. Gilioli: All'interno di YouTube, per esempio, ci sono diversi video che potrebbero ricadere, forse, all'interno della tipologia da lei enunciata. Se YouTube non cancella quei video viene oscurato l'intero YouTube?

D'Alia: Secondo me si, certo.

A. Gilioli: Ancora un altro caso...

D'Alia: Le faccio un esempio: se su YouTube esce un video, come è successo e peraltro ci sono state diverse polemiche, in cui quattro ragazzi picchiano un loro coetaneo disabile - peraltro, in questo caso siamo in presenza della rappresentazione di un reato non è che siamo in presenza di una apologia: c'è la diretta o la riproduzione di un film in cui viene commesso un illecito penale - è giusto che un sito lo mantenga? Io credo di no.

A. Gilioli: Un altro caso: c'è una discussione online, nei siti, nei forum. Fra utenti del forum può capitare che ci si insulti o anche che ci si minacci. Lei questo lo ritiene una tipologia...

D'Alia: Se io minaccio qualcuno, lo minaccio nella realtà o su internet sempre un reato è.

A. Gilioli: Le faccio un'altra tipologia: io sono ipoteticamente autore di un blog. All'interno del mio blog qualcuno, tra i commentatori del mio blog, mi insulta, minaccia. Io che sono il blog master e quindi ritengo che sia giusto lasciare aperto il mio blog a ogni voce, comprese quelle che mi minacciano e mi insultano, non tolgo queste voci.
Anche in questo caso si rientra nella tipologia?

D'Alia: Guardi, rientrano tutte quelle ipotesi che sono previste dal codice penale nell'ambito dei delitti di istigazione a delinquere o disobbedire alle leggi. I delitti di apologia di reato, che sono previste dal codice penale o da altre disposizioni. Sono tutte ipotesi che sono ricondotte a fattispecie illecite, che sono già sanzionate nel codice penale e che quindi hanno la necessità di essere sanzionate in tutte le loro manifestazioni. Non è che cambia se io faccio un ciclostile con cui dico che Riina...

A. Gilioli: Scusi senatore, stiamo parlando dei commenti a un blog...

D'Alia: Guardi, i commenti a un blog non è che sono diversi: se in un commento a un blog io dico che le Brigate Rosse hanno fatto bene ad uccidere Moro, questa si chiama apologia di reato. Che io lo faccia sul blog, con un telegramma, su un bigliettino, con un comunicato stampa non cambia: sempre di reato si tratta e va perseguito, e va perseguito colui il quale se ne fa complice pubblicando queste porcherie, ivi compreso se è un gestore di internet tanto per essere chiari.
Io la penso in questo modo.

A. Gilioli: Senta senatore: lei è un frequentatore della rete?

D'Alia: Certo

A. Gilioli: Su facebook ci va?

D'Alia: No, su facebook vado poco perché mi indigna vedere su quel sito che si censurino le mamme che allattano i figli perché si ritiene esteticamente un fatto offensivo, antiestetico e poi si consenta a vari gruppi, ad esempio "Omaggio a Cutolo, chi è parente di pentiti infami e confidenti è pregato di non iscriversi a questo sito dedicato a Cutolo". Io non ci vado perché questo sito che censura le mamme, come dichiara peraltro correttamente Articolo 21, e consente queste porcherie è un sito indegno, dal mio punto di vista.
Con tutto il rispetto per chi vi accede.

A. Gilioli: Lei è conscio del fatto che se in Italia si chiude YouTube e Facebook siamo peggio della Birmania?

D'Alia: Guardi, io non sono per chiudere né Facebook né YouTube: io sono perché Facebook e YouTube rispettino le vittime di mafia, del terrorismo e degli stupri.

A. Gilioli: E se non le rispettano?

D'Alia: Se non le rispettano non possono avere il rispetto dello Stato.

A. Gilioli: Quindi vanno chiusi.

D'Alia: E' evidente."

SimoAcab | 01/04/2009 12:53 | politica, sociale, repressione
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lunedì, 02 marzo 2009

BERGUM RESISTE 2

Volevo esprimere la massima solidarietà ai ragazzi arrestati sabato. Come consueto gli sbirri hanno protetto i farzanovisti attacando in modo sconsiderato il corteo antifascista.

Questo video potrebbe bastare a fare andare sotto inchista qualche infame a cui piace di abusare della sua merda di divisa... ma tanto questo per loro è la normalità

SimoAcab

SimoAcab | 02/03/2009 12:49 | politica, repressione
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giovedì, 26 febbraio 2009

COME ROVINARE UN RAGAZZO

riporto una notizia trovata sul blog di Arguzia che mi ha lasciato senza parole. Esprimo massima solidarietà al ragazzo !

SimoAcab

Articolo preso da qui !

“SOTTO CUSTODIA CAUTELARE DA 4 MESI PER UNA ‘CANNA’
SIMONE: UNA STORIA DI PREGIUDIZIO SOCIALE E REPRESSIONE”.

GLI AMICI DENUNCIANO:DOPO LE ASSURDE MISURE CAUTELARI ORA LO SOTTOPONGONO A PERIZIA PSICHIATRICA. SOLO PERCHE’ FREQUENTA AMBIENTI DI SINISTRA, NON GRADITI AL PADRE E AGLI ASSISTENTI SOCIALI”

GIOVEDI’ 26, ORE 12.00 INCONTRO CON LA STAMPA PRESSO IL LABORATORIO SOCIALE ‘TANA LIBERI TUTTI’ VIA GIORGIO PITACCO 44,ROMA (PRENESTINA - LARGO TELESE)


Simone ha 17anni –(18 a luglio) - studente romano, incensurato, una famiglia difficile alle spalle. Simone dalla fine di ottobre è sottoposto alla misura cautelare del collocamento in comunità - attualmente detenuto presso una comunità per minori in provincia di Catanzaro – per essere stato sorpreso con 3 gr di hashish in tasca: 0,36 mg la sostanza attiva, un nulla anche secondo l’attuale legge Fini.
Accusato di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale – nonostante le perquisizioni in casa del padre e della ragazza non portino a nulla – viene portato prima in un centro di permanenza a Roma e poi addirittura a Catanzaro, lontano dai sui affetti e dai suoi punti di riferimento,senza nemmeno poter andare a scuola.
Il Tribunale dei Minori e il tribunale per la libertà dei minori hanno negato sia la richiesta di scarcerazione che quella di applicare la misura della permanenza in casa presso una famiglia disposta ad accoglierlo, privandolo di ogni contesto familiare.
Così Simone continua ad essere sottoposto a misure cautelari restrittive della libertà personale, che in casi come questi sono assurde, sono un abuso anche dal punto vista legislativo.
Ora Simone sarà sottoposto a perizia psichiatrica con il rischio che possa essere dichiarato incapace di intendere e volere: come conseguenza sarebbe privato, anche al prossimo compimento dei 18 anni, di ogni facoltà di scelta sulla propria vita.
Tutti i particolari sui fatti accaduti saranno resi noti nel corso della conferenza stampa

SimoAcab | 26/02/2009 16:58 | politica, antiproibizionismo, sociale, repressione
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lunedì, 23 febbraio 2009

BERGUM RESISTE !!!

spargo la voce molto volentieri come mi è stato richiesto ....

Bergamo "no all'apertura della sede di Forza Nuova in via Bonomelli 13". E' questo il principio che ha guidato la manifestazione a Bergamo di sabato 7 febbraio 2009. In quel giorno era prevista l'inaugurazione della sede del partito di Roberto Fiore, ma dopo la mobilitazione cittadina, i forzanovisti hanno deciso di rimandare tale data a sabato 28 febbraio richiedendo la presenta di tutti i loro camerati sparsi al nord Italia e non solo e l'intervento del leader del partito il sopra citato Fiore. Ovviamente questo non ferma le forze antifasciste bergamasche, che per sabato 28 febbraio 2009 hanno indetto un'altro corteo di protesta.

per ulteriori informazioni andare su questo blog

SimoAcab

SimoAcab | 23/02/2009 17:21 | politica, sociale
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venerdì, 23 gennaio 2009

RIBELLIAMOCI PER LA NOSTRA CITTA'

Ieri mattina, come nelle migliori tradizioni infami, gli sbirri sono entrati nel centro COX 18 e hanno messo i sigilli. Come al solito lo hanno fatto all' alba quando nel centro non c'era nessuno, nessuno che potesse frettolosamente informare la gente di quanto stesse succedendo. Il tam tam di voci però è partito e nel meno tempo possibile qualcuno è riuscito ad essere presente e a urlare il proprio sdegno. L'ennesimo centro sociale che viene sgomberato, l'ennesimo punto di aggregazione che viene privato ai milanesi. Ma il Cox, al di la delle mie simpatie verso i gestori, non è uno dei tanti centri sociali, fa parte del patrimonio di Milano, fa parte della cultura della città. Per chi non lo sapesse contiene la bellissima libreria Calusca ma soprattutto l'archivio Primo Moroni vero e proprio simbolo della cultura italiana.

Ma evidentemente al nostro caro sindaco Letizia Moratti e al suo infame leccaculo De Corato l'importante è chiudere, l'importante è impedire alla gente di ritrovarsi e di fare festa. State a casa alla sera che è meglio. E ieri se non era per il tempestivo intervento di qualche militante l'archivio di libri sarebbe già stato perso.

Che la pazienza sia finita mi sembra che sia chiaro a tutti. Il fatto che non si può sempre subire in silenzio dev'essere una cosa che nasce dentro di noi. Ieri sono partiti dei cortei immediati, è scoppiato qualche incidente, è nato un presidio davanti a palazzo Marino. Sono cose che devono nascere spontanee. Stasera dalle 18.30 si farà volantinaggio in piazza davanti a Porta Genova e in piazza 24 Maggio alle 21.30 inizierà un concerto in strada. Per domani è previsto un corteo alle ora 15 sempre in piazza 24 Maggio. E' ora che la città inizi a ribellarsi a questa politica fatta di repressione.

invito a firmare questa petizione segnalata da Pralina :

http://www.petitiononline.com/cox18/petition.html

ma il mio invito principale è di presentarsi in strada in corteo e porca di una merda se è necessario di fare un bel casino. Ripeto è ora di fare qualcosa ... anzi per come la penso io l'ora era già arrivata da un po'. Ci stanno privando dei nostri spazi, ora si permettono di mettere dei sigilli ad un simbolo di Milano. Ci stanno sfidando ed è ora di far vedere che il movimento a Milano esiste ancora, che i milanesi non sono 4 bacchettoni bauscia ma che sanno difendere le proprie tradizioni.

Tutti in piazza

SimoAcab 

in più aggiungo il comunicato del cox in merito :

Il 22 gennaio 2009 alle 7.00 del mattino un centinaio di poliziotti è entrato nel Centro Sociale Conchetta, fondato più di 33 anni fa e della libreria Calusca nata nel 1971 e del prezioso e storico archivio Primo Moroni.
La risposta della città è stata tempestiva, in breve si sono radunati davanti ai blindati delle forze dell’ordine molti compagni, amici, abitanti del quartiere.
Si tratta di uno sgombero illegale che non tiene conto di una causa intentata dal comune al centro sociale nel mese di luglio 2008 per la riappropriazione dei locali, una vertenza ancora in corso. Il vicesindaco De Corato, da sempre in prima linea contro le realtà cittadine non omologate, scarica su questore e prefetto la responsabilità dell’operazione. Il Pubblico Ministero sostiene di essere stato avvisato a giochi fatti. Poco importa, tutti, invece, concordano che l’importanza dell'operazione è che il Comune non perda il valore dell’area. Si tratta di una questione “patrimoniale”, come se questo bastasse a spiegare e a giustificare tutto.
Il risultato, al momento, vede il centro sigillato e sotto sequestro con tutti i materiali dentro, compresi i libri e le riviste della libreria e dell’archivio. Il Centro Sociale Conchetta, la Calusca, l’Archivio Primo Moroni rappresentano un pezzo di storia importante, e testimoniano oggi la possibilità di eludere il principio di mercificazione. Con essi, in buona compagnia, diversi altri centri sociali, luoghi di libero accesso e libero scambio. La loro sopravvivenza deve essere la sopravvivenza della libertà di agire, di farci padroni del nostro futuro, di non essere pesati per quanto possiamo / sappiamo / vogliamo spendere.
Per quanto ci riguarda non consideriamo chiusa la partita, riconosciamo chi rifiuta l’omogeneità del pensiero unico del mercato: ci vogliono compatibili, compratori comperabili, ordinati e consenzienti, resteremo ciò che sappiamo essere, ciò che siamo: originali, comunicanti, disomogenei.

Chiediamo a tutti di farsi carico di un pezzo di questo percorso, che è percorso di tutti.

Stasera 23 gennaio '09 alle ore 18.30, nella piazza di fronte alla stazione di P.ta Genova: volantinaggio per il quartiere.

Alle 21.30 concerto sotto l’arco di piazza XXIV maggio

Domani SABATO 24 GENNAIO'09 manifestazione.
Concentramento ore 15.00 in piazza XXIV maggio.

I compagni e le compagne di Milano presenti all’assemblea cittadina del 22/01/09 presso la sede USI di viale Bligny

SimoAcab | 23/01/2009 16:50 | politica, milano, sociale, repressione
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mercoledì, 14 gennaio 2009

ALLUCINANTE

articolo preso dal sito del corriere ....

Errore nei tagli, diventa reato difendersi dagli abusi degli agenti

Una norma «salvava» chi reagiva ai soprusi dei pubblici ufficiali: il decreto Calderoli l'ha eliminata con altre 29 mila


MILANO — Lavorare di lima, suggerirebbe il buon senso quando si interviene sul cristallo degli assetti normativo. E invece, a forza di mulinare allegramente l'accetta per disboscare la giungla di leggi stratificatesi nei decenni, e nella foga di troppo vantare la semplificazione normativa, il governo del ministro «semplificatore» Roberto Calderoli ha semplificato troppo. Così tanto da calare per sbaglio la mannaia, con il decreto legge che ha appena «tagliato» 29mila leggi del 1861-1947, anche su un testo del 1944 senza accorgersi che così priva il cittadino di una garanzia di sistema nell'ordinamento democratico contro gli eccessi arbitrari dei funzionari pubblici: e cioè la norma che esime il cittadino dalle ricadute penali di talune sue reazioni ad atti arbitrari o illegali dell'Autorità pubblica, insomma all'uso scorretto del potere discrezionale dei rappresentanti lo Stato.

Senza più questa manciata di righe, e salvo modifiche entro il 20 febbraio nella conversione del decreto legge n. 200 approvato il 22 dicembre scorso, ciascun cittadino — quello che subisca un fermo per motivi infondati, quello che allo stadio si ritrovi vittima di azioni immotivate delle forze dell'ordine, quello che in piazza veda equivocato il proprio ruolo nel parapiglia di una manifestazione politica, quello che in udienza abbia un acceso confronto con un giudice prepotente — si ritrova più indifeso rispetto a potenziali soprusi di Stato. Nel codice penale, infatti, alcuni articoli puniscono la resistenza o minaccia a pubblico ufficiale (fino a 5 anni); la violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario (fino a 7 anni); l'oltraggio a pubblico ufficiale (fino a 2 anni), a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario (fino a 3 anni), a un magistrato in udienza (fino a 4 anni). Però, grazie all'articolo 4 del decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14 settembre 1944, i cittadini sono esenti da sanzioni «quando il pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio o pubblico impiegato» abbia causato la reazione dei cittadini «eccedendo con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni».

Norma tutt'altro che desueta, né considerabile (condizione per finire nel trita-leggi varato il 22 dicembre) «estranea ai principi dell'ordinamento giuridico attuale»: non solo è spesso applicata, ma ad esempio la Cassazione l'ha utilizzata nel 2005 per ritenere arbitrario il fermo per accertamenti e l'ammanettamento di una persona infondatamente sospettata d'essersi sottratta alla sorveglianza speciale, poi l'ha di nuovo applicata nel 2006, quindi l'ha trattata nel 2008, senza contare che anche la Consulta l'ha esaminata ancora nel 2007 nell'ordinanza numero 36. Il problema è che il decreto del 22 dicembre, salutato dal ministro Calderoli come una «pulizia legislativa di leggi superate o svuotate di significato dalla legislazione sopravvenuta», ha «ripulito» sbrigativamente anche il testo del 1944, e aperto quindi per sbaglio una falla che nell'ordinamento non trova copertura in qualche altro testo, come invece per fortuna può accadere per l'abrogazione del decreto luogotenenziale n.288 del 1944, che nel codice sostituiva la pena di morte con l'ergastolo, e introduceva le attenuanti generiche. Qui non c'è pericolo, neanche per esercizio di sfizio dialettico, che si considerino la pena di morte ripristinata o le attenuanti scomparse: in un caso la salvezza viene, oltre che dalla Costituzione, dall'abolizione della pena di morte all'art.1 del protocollo addizionale n.6 alla «Convenzione europea dei diritti dell'uomo» (Cedu) ratificato dalla legge n.8 del 2 gennaio 1989; nell'altro caso, soccorrono una legge del 1975 e l'ex Cirielli del 2005.



SimoAcab | 14/01/2009 16:36 | politica, sociale, repressione
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mercoledì, 10 settembre 2008

RAPINATORI E UBRIACONI

Dieci minuti di incidenti provocati da insulsi sbirri sono stati per la stampa e per il nostro amato comune un buon pretesto per buttare merda sul presidio antifascista organizzato per dire no all' apertura del circolo cuore nero. Probabilmente era giusto per qualcuno che si subisse manganellate gratuite stando zitti, immobili e la reazione decisa e inaspettata dei ragazzi del presidio ha fatto tanto scalpore.

Alla fine gli ideatori di questa campagna mediatica sono gli stessi che sgomberano centri sociali e che al contrario danno l'autorizzazione per l'apertura di centri di natura fascista. I lerci ragazzi dei centri sociali contro gli onesti e puliti ragazzi dell' estrema destra.

Il tenore degli articoli usciti in questi giorni sono come quello che riporto qua sotto. Spero che qualunque persona intelligente sia disgustata nel leggere certe cose. Io non posso che rinnovare il mio disprezzo per questo individuo di nome De Corato che sono anni che ci rompe i coglioni e chi ci reprime in ogni tipo di attività.

SimoAcab

 

MILANO: DE CORATO, CONTRO 'CUORE NERÒ RAPINATORI E UBRIACONI =
'ARIA DI CRISI NELL'AREA DELLA SINISTRA ESTREMÀ
Milano, 9 set. - (Adnkronos)

«Se i nuovi supporter dei centri sociali sono pluripregiudicati e
ubriaconi, la prossima volta ci aspettiamo di meglio. È francamente
imbarazzante vedere il curriculum di coloro che hanno scatenato sabato
scorso le aggressioni ai poliziotti».
Lo dichiara il deputato del Pdl, che è anche vice Sindaco di Milano, Riccardo De Corato.
«Grazie al lavoro della Digos che ha identificato i primi responsabili degli
scontri - spiega De Corato - abbiamo appreso che nell'allegra 
combriccola ci sono rapinatori e ubriaconi. Dunque secondo la vulgata 
dell'estrema sinistra, il Comune di Milano dovrebbe prendere lezioni
di legalità da questi 'maestrì che si dilettano a frequentare luoghi 
occupati abusivamente da quindici anni, come la cascina Torchiera». 
«Se questo è l'attuale brodo di coltura dei centri sociali -spiega De Corato-
c'è per lo meno qualcosa che non va. E fa pensare che l'aria
di crisi che soffia da tempo nell'area della sinistra estrema si stia
facendo sentire parecchio. Perchè se i centri sociali servono a tirare
su gente squinternata e con una fedina penale lunga così, allora vuol
dire che si è alla frutta»
(Red-Bac/Lr/Adnkronos) 09-SET-08 18:18

SimoAcab | 10/09/2008 11:39 | politica, informazione, repressione
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