mercoledì, 30 aprile 2008

RABBIA

Quando leggo queste cose divento pazzo. Mi chiedo come possa essere possibile e tollerata una differenza di trattamento del genere tra due persone. Quando penso a quel cartello appeso nelle aule di tutti i tribunali con quella bella frase "LA LAGGE E' UGUALE PER TUTTI" mi esce solo rabbia. Probabilmente è cosi' la nostra legge e viene anche applicata ma tutto cade se indossi una divisa o sei hai i soldi.

C'è un allegra storia nata in Italia che vede come protagonisti un quasi maggiorenne e un uomo adulto.

Uno, quello quasi maggiorenne, è stato accusato di omicidio colposo per la morte di Raciti senza che niente sia stato dimostrato. E' stato accusato e infamato da tutti i media senza una merda di processo e senza un briciolo di prova. Condannato solo per la necessità di dare un nome alla massa, solo per far sapere che le indagini avevano portato ad un colpevole. Un ragazzo preso a casaccio colpevole solo di aver partecipato a qualche tafferuglio. E' da più di un anno in galera, avete letto bene DA PIU' DI UN ANNO IN GALERA, per non aver commesso il fatto. E adesso che anche in aula di tribunale è stata dimostrata la sua innocenza lo trattengono ancora perchè dopo tutto è un ultras, ha partecipato agli scontri e allora è giusto che se ne stia dentro.

Riporto a seguire questo articolo del messaggero di oggi :

Omicidio Raciti, la Cassazione
annulla l'ordine di arresto per Speziale

CATANIA (29 aprile) - La quinta sezione penale della Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordine di arresto in comunità per Antonino Speziale emesso nell'ambito dell'inchiesta sulla morte dell'ispettore di polizia Filippo Raciti. Speziale resta comunque nella comunità di recupero dove sta scontando la condanna a due anni e sei mesi di reclusione per gli scontri con le forze dell'ordine il 2 febbraio scorso durante il derby Catania-Palermo.

L'ordine di arresto per omicidio fu emesso dal Gip per il tribunale per i minorenni di Catania Alessandra Chierego il 27 febbraio 2007. E fu lo stesso giudice per le indagini preliminari a revocarlo, il 28 maggio, dopo che i Ris di Parma, in sede di incidente probatorio, depositarono una perizia sulla presunta arma del delitto, un sottolavello di lamiera. La Procura per i minorenni di Catania impugnò la decisione del Gip e il Tribunale del riesame, il 30 giugno del 2007, accolse il ricorso, ma l'ordinanza fu annullata con rinvio il 7 dicembre scorso dalla prima sezione penale della Cassazione che dispose un nuovo giudizio davanti a un Tribunale del riesame per i minorenni che il 25 gennaio 2008 ha ripristinato nuovamente l'ordine di arresto di Speziale per omicidio.

I legali dell'indagato hanno presentato nuovamente ricorso in Cassazione e oggi è giunta la decisione della quinta sezione della Suprema corte che ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare. Nel ricorso gli avvocati Giuseppe Lipera e Grazia Coco avevano sottolineato che «i giudici non hanno risposto alle indicazioni della Cassazione, che aveva annullato con rinvio una loro analoga decisione» e contestavano «la presunta identificazione di Speziale, che non corrisponde alle indicazioni fornite da Raciti prima di morire» e la «mancata opportuna valutazione della perizia dei carabinieri del Ris».

Sulla morte dell'ispettore Filippo Raciti sono state aperte due inchieste a Catania: una dalla Procura per i minorenni, nella quale è indagato Antonino Speziale, la cui fase delle indagini preliminari si è conclusa, e l'altra dalla Procura distrettuale, nell'ambito della quale il 1 aprile scorso è stato arrestato Daniele
Micale, di 21 anni.

I due, che sostengono di non conoscersi, secondo l'accusa, avrebbe impugnato e lanciato contro l'ispettore Raciti un sottolavello di lamiera che avrebbe procurato al poliziotto una lesione rivelatasi poi mortale al fegato.

 

L'altro protagonista della storia, l'uomo adulto, ha sparato da una parte all' altra di un autostrada, in un autogrill, uccidendo un ragazzo e rischiando una strage. E' stato visto da tanti sparare e soprattutto mirare. Colpevole senza nessun tipo di dubbio. Sarebbe da condannare immediatamente e da sbattere in galera per sempre. Niente da pensare e niente da dibattere. E invece è ancora libero, non si è fatto un giorno di galera, ha ripreso a lavorare dopo che lo stato gli ha pagato una bella malattia durata mesi. Io mi chiedo perchè i familiari di Sandri non avrebbero il diritto di bucargli la faccia a quella merda ?

Riporto di seguito questo articolo del messaggero di oggi:

Tifoso ucciso, Spaccarotella torna in servizio
alla Polfer di Firenze

ROMA (30 aprile) - Luigi Spaccarotella, l'agente di polizia che ha ucciso il tifoso della Lazio Gabriele Sandri sparando due colpi di pistola all'Autogrill di Badia al Pino vicino ad Arezzo l'11 novembre scorso, ha ripreso servizio a Firenze. Lo scrive oggi "Il Giornale della Toscana".

La nuova assegnazione di Spaccarotella, che aveva sospeso la propria attività per un lungo periodo malattia, è stata ufficializzata la settimana scorsa tanto che l'agente è già arrivato a Firenze e si è presentato ai suoi superiori. Secondo i vertici della polfer
però Spaccarotella sarà operativo tra una ventina di giorni quando il dirigente, ora in ferie, avrà deciso le mansioni da fargli svolgere.

L'agente sarebbe stato piazzato alla "Coc": centrale operativa compartimentale della Toscana. Si tratta di una struttura che si occupa di coordinare tutte le chiamate all'interno delle stazioni ferroviarie. Ma l'aspetto singolare è un altro: tra le tante altre mansioni, la "Coc" si occupa anche di tifosi. Infatti, se arriva un treno di ultras diretti allo stadio, è sempre la centrale operativa a organizzare le scorte agli ultras.

Intanto, il processo che vede imputato il poliziotto va avanti: è slittata al 25 settembre prossimo l'udienza preliminare. Il processo si terrà davanti al gup Simone Salcerini che deciderà se rinviare a giudizio Spaccarotella davanti alla corte d'assise o avviare il rito abbreviato. La richiesta di rinvio a giudizio era stata presentata dal procuratore Di Cicco e dal pm Ledda ai primi di aprile. Per l'agente l'accusa è di omicidio volontario.

SimoAcab | 30/04/2008 13:30 | liberi pensieri, sociale, repressione, tifo, raciti, gabriele sandri
commenti (7)

martedì, 05 giugno 2007

ALLA VERGOGNA NON C'E' FINE

Ed ecco che è arrivata la notizia da tempo attesa. Tutta la merda detta sul caso Raciti sta risultando essere tutta una messa in scena, il solito teatrino che prevede il fatto di trovare per forza un colpevole. Il ragazzo non è più accusato di omicidio accusa respinte dopo che le prove portano a diverse soluzioni.
Nell' articolo sotto una vbreve descrizione di quello che è cambiato :

SimoAcab

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CATANIA - "Che ci fanno delle tracce di vernice blu sugli scarponi e sulla maschera antigas di Filippo Raciti? Gli investigatori del Ris di Parma dovevano stabilire se l'ispettore di polizia che ha perso la vita durante gli scontri tra tifosi e forze dell'ordine a Catania fosse stato ucciso dal pezzo di un lavello impugnato dagli ultras. Invece i carabinieri scientifici più famosi d'Italia hanno sostanzialmente escluso questa ipotesi: non c'è nessun elemento che la confermi".
Lo sottolinea l'Espresso in un servizio in edicola domani, riferendo che i militari "hanno persino colpito per 14 volte un manichino con un oggetto identico, ottenendo lo stesso risultato: se fosse stato un uomo, sarebbe rimasto vivo". "Le analisi degli specialisti guidati dal colonnello Luciano Garofano, incrinano - si legge- le certezze granitiche della Procura dei minori di Catania. E fanno strada a nuovi indizi, tali da rilanciare l'ipotesi di un impatto mortale con la jeep Discovery della polizia. Una tesi che il consulente della difesa, Carlo Torre, il perito di Cogne, mette nero su bianco: 'Il complesso lesivo si adatta benissimo ad un trauma di tipo automobilistico...".

"Nei laboratori di Parma i misteri dello stadio Massimino si sono infittiti. I tecnici dell'Arma -riferisce l'Espresso- hanno escluso la possibilità di identificare vittima e aggressori attraverso le immagini delle telecamere. L'andamento dei tagli nella giacca di Raciti, la scarsa presenza di particelle di acciaio, l'assenza di tracce della pellicola protettiva del sottolavello e gli effetti dei test d'impatto, nessuno dei quali potenzialmente letale, inducono a ritenere che l'arma del delitto non sia quella indicata finora. E, mistero nel mistero, anche le fibre di tessuto ritrovate sullo spigolo del sottolavello non appartengono, secondo il Ris, alla giubba che l'ispettore Raciti indossava quella sera maledetta".

"La sorpresa più evidente -si legge- salta fuori dal campione di vernice blu prelevato dalla maschera antigas e dagli anfibi dell'ispettore morto durante gli scontri: L'analisi ha consentito di accertare che i frammenti di colore azzurro sono costituiti da una resina acrilica modificata con nitrocellulosa e con una forte presenza di biossido di titanio quale carica inorganica. La vernice sugli anfibi e la maschera è la stessa: gli investigatori del Ris hanno chiesto di analizzare anche i pantaloni ed il casco del poliziotto, che non sono stati loro consegnati. Sono tracce della carrozzeria della jeep Discovery? Il Ris promette di risolvere anche questo quesito con analisi chimico-merceologiche".

Tutti gli elementi raccolti da accusa e difesa, ricorda il settimanale, sono stati al centro di un acceso incidente probatorio (le urla si sono udite nei corridoi del palazzo di Giustizia) durato più di sette ore davanti al gip Alessandra Chierego, che adesso dovrà pronunciarsi sull'ennesima richiesta di scarcerazione per il diciassettenne detenuto da quattro mesi con l'accusa di omicidio volontario, presentata dall'avvocato Giuseppe Lipera.

La partita giudiziaria si gioca sul terreno medico-legale, e non a caso il professor Torre ha chiesto l'esumazione del cadavere di Raciti per compiere una serie di esami in grado di stabilire con maggiore esattezza l'orario dell'impatto mortale. La Procura, che insiste nella sua tesi, confortata dalle valutazioni del gip, del tribunale del riesame e della Cassazione che hanno finora confermato l'ordine di custodia cautelare per omicidio volontario, e considera l'esame del Ris "non definitivo", lo colloca tra le 19,02 e le 19,11. La difesa lo sposta in avanti, alle 20,30, e punta i propri riflettori sul Discovery della polizia, impegnato in una improvvisa retromarcia per sfuggire al lancio di pietre e bombe carta degli ultras.

Ha scritto il perito Torre: "Credo, in conclusione, che Filippo Raciti sia morto non per un'emorragia intraperitoneale conseguente alle lesioni del fegato, ma per un trauma toracico coinvolgente l'apparato respiratorio. Un trauma di tipo automobilistico". Un trauma che, secondo la difesa, osserva il settimanale "è perfettamente raccontato nel verbale (pubblicato da L'espresso n. 14 del 12 aprile scorso) dell'agente che guidava il gippone azzurro: Innescata la retromarcia ho spostato il Discovery di qualche metro. In quel momento ho sentito una botta sull'autovettura ed ho visto Raciti che si trovava alla mia sinistra portarsi le mani alla testa. Ho fermato il mezzo e ho visto un paio di colleghi soccorrere Raciti ed evitare che cadesse per terra...".

Intanto stamane è stata rinviata al prossimo 13 luglio la trattazione, davanti la prima sezione penale della Corte di Cassazione, della richiesta di scarcerazione del diciassettenne indagato per l'omicidio dell'ispettore Filippo Raciti. Il giudice relatore sarà Paolo Bardovagni.

SimoAcab | 05/06/2007 15:04 | repressione, raciti
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venerdì, 06 aprile 2007

BUFFONI IN DIVISA

E' l'ultimo post prima di pasqua e avrei voluto starmene tranquillo a scrivere qualche stronzata approfittando per fare gli auguri a tutti i lettori del blog. E invece mi trovo costretto a commentare e riportare il mio pensiero su alcuni fatti accaduti in settimana che guarda caso riguardano abusi da parte di uomini in divisa e che mi hanno fatto girare parecchio i coglioni.

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Mercoledi si è giocato Roma - Manchester e sotto gli occhi di tanta gente che guardava la tv sono comparse immagini di incidenti dentro il settore ospiti tra inglesi e polizia. Anzi per cominciare a dire la verità si è visto la polizia italiana malmenare un buon gruppo di persone anche a terra i quali, per naturale difesa, hanno abbozzato una reazione.
Scene già viste, soprattutto a Roma dove la celere è famosa nell' ambiente per facili e immotivate cariche. Ricordo di tanti ragazzi aperti in testa solo per aver esultato ad un gol o per aver cantato romano bastardo. Chi a Roma è già stato in trasferta sa che il comportamento di polizia e finanzieri capitolini è sempre provocatorio e violento. Ma non sono certo qua a scrivere per denunciare i loro numerosi abusi, non sono abituato a piangermi addosso. Quello che  mi fa schifo è che tutto questo polverone è successo solo perchè il governo inglese si è lamentato.
Chi se ne frega delle 200000 teste che hanno spaccato quelle merde prima di mercoledi. Fino a quando qualcuno di grosso non si lamenta tutto va bene e viene tollerato. E la gente come me ne è pienamente consapevole ed è per questo che è pronta a lottare in silenzio.

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L'altro personaggio di cui volevo parlare è quel finto eroe di Raciti. C'è un ragazzo che è in galera da qualche mese accusato di omicidio senza che nessuno abbia mai provato la sua completa colpevolezza. Sono uscite prove poi rivelate infondate, sono uscite dinamiche dei fatti copletamente differenti tra loro ed è iniziato questo grande spettacolo teatrale già visto in altre occasioni dove si cerca tutto tranne la verità. Ecco ora l'articolo uscito sull' Espresso riguardo ai fatti di Catania. Io non lo commento voglio che ognuno si faccia la sua idea. L'unica cosa che mi permetto di ripetere e sottolineare è che un ragazzo di 18 anni è in galera da molto tempo ....

Novita' dall'Espresso

Discovery fatale

di Giuseppe Lo Bianco e Piero Messina

Una camionetta della polizia in retromarcia. Un urto. Poi l'ispettore si accascia. Dal verbale di un agente forse una nuova verità sulla tragedia di Catania

Il Discovery della polizia si muove in retromarcia per sfuggire all'inferno di pietre, fumo e bombe carta scatenato dagli ultras catanesi. Poi, un botto improvviso sulla vettura. In quel momento l'ispettore Filippo Raciti si porta le mani alla testa e si accascia. Due colleghi lo adagiano nel sedile posteriore del fuoristrada; l'ispettore si lamenta dal dolore e non riesce a respirare. Potrebbe essere in questo racconto, nel verbale redatto il 5 febbraio scorso alla squadra mobile di Catania, la soluzione del 'caso Raciti'', l'ispettore di polizia morto dopo gli scontri con i tifosi durante il derby Catania-Palermo del 2 febbraio.

A raccontare è l'autista del fuoristrada, l'agente scelto S. L., 46 anni. È lui che ricostruisce dettagliatamente quella giornata di follia: dall'arrivo dei pullman con i tifosi del Palermo sino agli ultimi momenti di Raciti. Il passaggio più importante del verbale va collocato intorno alle 20,30. Più di un'ora dopo il presunto contatto con gli ultras di fronte al cancello della curva Nord e a partita appena conclusa, mentre fuori dallo stadio continua la guerriglia. Rivela S. L.: ". In quel frangente sono stati lanciati alcuni fumogeni, uno dei quali è caduto sotto la nostra autovettura sprigionando un fumo denso che in breve tempo ha invaso  l'abitacolo. Raciti ci ha invitato a scendere dall'auto per farla areare. Il primo a scendere è stato Raciti. Proprio in quel frangente ho sentito un'esplosione, e sceso anch'io dal mezzo ho chiuso gli sportelli  lasciati aperti sia da Balsamo che dallo stesso Raciti ma non mi sono assolutamente avveduto dove loro si trovassero poiché vi era troppo fumo. Quindi, allo scopo di evitare che l'autovettura potesse prendere fuoco, mentre era in corso un fitto lancio di oggetti e si udivano i boati delle esplosioni, chiudevo gli sportelli e, innescata la retromarcia, ho spostato il Discovery di qualche metro. In quel momento ho sentito una botta sull'autovettura e ho visto Raciti che si trovava alla mia sinistra insieme a Balsamo portarsi le mani alla testa. Ho fermato il mezzo e ho visto un paio di colleghi soccorrere Raciti ed evitare che cadesse per terra". Raciti viene adagiato sul sedile e soccorso da un medico della polizia.

L'ispettore muore per la manovra imprudente di un collega alla guida del Discovery? A ipotizzarlo, dopo avere letto il verbale, è adesso la difesa dell'unico indagato, il minorenne Antonio S. arrestato pochi giorni dopo gli scontri, e accusato dell'omicidio. Scrive il medico Giuseppe Caruso, nella consulenza di parte: le fratture delle quattro costole dell'ispettore e le sue lesioni al fegato sono compatibili, "con abbondante verosimiglianza, con il bordo dello sportello di un fuoristrada o dello spigolo posteriore di un identico autoveicolo".

Si potrebbe ribaltare dunque lo scenario proposto dalla polizia e dal pm della Procura presso il Tribunale per i minorenni, Angelo Busacca, che accusano il giovane di avere scagliato, con altri, un pezzo di lamiera  contro un gruppo di agenti, tra cui Raciti, che tentavano di proteggere i tifosi del Palermo. Un gesto compiuto, come testimoniano le riprese video, tra le 19,04 e le 19,09. La partita giudiziaria ora si gioca sul terreno medico-legale. A sostegno della nuova richiesta di scarcerazione per mancanza di indizi del minorenne gli avvocati Giuseppe Lipera e Grazia Coco hanno depositato la consulenza di Caruso che demolisce le considerazioni del medico-legale del pm, Giuseppe Ragazzi. "La frattura delle coste, a  maggior ragione quando le coste fratturate sono diverse", scrive Caruso, "comporta dolori lancinanti e difficoltà respiratorie immediate e non consentono, a chiunque, lo svolgimento delle normali attività fisiche". Come ha fatto Raciti, dunque, si chiedono i difensori, a fronteggiare gli ultras catanesi, dalle 19,08 sino alle 20,20, con quattro costole fratturate e un'emorragia al fegato senza avvertire dolori? La risposta è affidata a una nuova consulenza medico-legale collegiale, che gli avvocati hanno chiesto al gip Alessandra Chierego, con "esperti di chiara fama, non escludendo l'ipotesi di dovere chiedere la riesumazione del corpo dell'ispettore". Oltretutto Raciti, dopo le 19,08, ha continuato il suo lavoro senza problemi, come testimonia il suo collega Lazzaro: "Mentre eravamo in macchina non ho sentito Raciti lamentare dolori o malessere". Dopo due mesi di indagini della polizia di Catania ora il caso Raciti è affidato ai carabinieri del Ris di Parma: i risultati della nuova perizia si conosceranno entro un paio di mesi.
(05 aprile 2007)



Meditate
SimoAcab e buona pasqua!!!!

SimoAcab | 06/04/2007 17:46 | liberi pensieri, repressione, hooligans, raciti
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